Notizie Lavoro Dermatite bovina, appello degli allevatori: “Stop agli abbattimenti”

Dermatite bovina, appello degli allevatori: “Stop agli abbattimenti”

Il Centro Studi Agricoli chiede lo stop agli abbattimenti delle mandrie sane e interventi urgenti per tutelare gli allevatori

Il Centro Studi Agricoli torna a far sentire la propria voce sull’emergenza legata alla Dermatite nodulare bovina in Sardegna, sollecitando interventi immediati per evitare conseguenze irreversibili sul comparto zootecnico. L’organizzazione critica duramente la linea adottata finora, chiedendo lo stop agli abbattimenti indiscriminati delle mandrie sane, soprattutto nei casi in cui gli animali risultino già vaccinati.

Secondo il presidente Tore Piana, la situazione ha ormai superato ogni limite accettabile: “Siamo di fronte a uno stillicidio inaccettabile”, afferma, sottolineando come, pur essendo prevista dalle normative europee e nazionali, l’eliminazione di intere mandrie sane non trovi giustificazione concreta nella realtà degli allevamenti isolani. Per Piana, si tratta di una misura che rischia di aggravare ulteriormente una crisi già profonda.

Il Centro Studi Agricoli chiede quindi alla Regione Sardegna di attivarsi con urgenza per ottenere una deroga, sul modello di quanto già avvenuto in altri Paesi, introducendo strategie più selettive. Tra le proposte avanzate vi sono l’isolamento dei soli capi infetti, controlli sanitari più stringenti e un monitoraggio costante delle mandrie, con particolare attenzione a quelle già sottoposte a vaccinazione.

L’impatto economico delle attuali misure viene definito pesantissimo. “Le mandrie abbattute non si ricostituiscono in pochi mesi: servono dai due ai tre anni per tornare ai numeri produttivi, acquistando nuovi capi e sostenendo costi enormi. Nel frattempo le aziende restano senza reddito”, evidenzia Piana, richiamando l’attenzione sulle difficoltà concrete che stanno affrontando gli allevatori.

Oltre alla revisione delle misure sanitarie, l’organizzazione chiede un intervento immediato dell’assessorato regionale all’Agricoltura per garantire strumenti di sostegno economico efficaci. Tra le richieste figurano indennizzi certi e tempestivi, copertura dei mancati guadagni e aiuti concreti per la ricostituzione delle mandrie colpite.

Il rischio, secondo il Centro Studi Agricoli, è quello di assistere a un doppio danno: sanitario ed economico. “Altrimenti oltre al disastro sanitario ed economico, si aggiunge la beffa. È esattamente ciò che sta già accadendo agli allevatori colpiti lo scorso anno. Una cosa assurda e intollerabile”, conclude Piana.

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