Regione Dermatite bovina, confronto al Tavolo verde in Regione

Dermatite bovina, confronto al Tavolo verde in Regione

Agus: “Ridurre i tempi del blocco”, Confagricoltura critica l'assenza dell'assessorato alla Sanità e le incertezze che permangono

Crediti foto: Regione Sardegna

Si è svolto a Cagliari, presso l’Assessorato regionale dell’Agricoltura, il Tavolo verde convocato in un momento particolarmente delicato per il comparto zootecnico sardo, segnato dal ritorno della dermatite nodulare bovina negli allevamenti del Sud dell’isola. A presiedere l’incontro l’assessore Francesco Agus, che ha riunito le principali associazioni di categoria per fare il punto sulla situazione.

Nel corso del confronto, Agus ha evidenziato l’impegno delle istituzioni sanitarie nel contenimento dell’emergenza: “Siamo in una fase che richiede la massima attenzione. In queste ore, grazie all’azione tempestiva ed efficace dell’Assessorato della Sanità e della Asl, si sta lavorando per contenere e superare il problema il prima possibile. Il blocco della movimentazione dei capi è una misura che pesa sugli allevatori e l’obiettivo deve essere quello di ridurne al minimo la durata, evitando penalizzazioni per la Sardegna rispetto ad altre regioni”.

Tuttavia, non sono mancate le critiche da parte di Confagricoltura Sardegna. Il presidente Stefano Taras ha sottolineato l’assenza di interlocutori chiave. “Grandi assenti all’incontro di oggi, sul tema emergenziale dei nuovi focolai di dermatite nodulare contagiosa dei bovini, erano certamente la rappresentanza dell’assessorato della Sanità e quella dei Servizi veterinari. Sulle strategie di gestione della nuova manifestazione della malattia, registrata nel Sarrabus, rimangono ancora da capire e definire le modalità di intervento”.

Taras ha ribadito la disponibilità dell’organizzazione al confronto con il sistema sanitario regionale, chiedendo maggiore chiarezza soprattutto alla luce dell’alta adesione alla campagna vaccinale da parte degli allevatori.

Tra le principali preoccupazioni, il possibile ritorno al blocco totale delle movimentazioni dei capi, scenario già vissuto nel 2025 e ritenuto potenzialmente devastante per l’intero comparto bovino isolano. “Sarebbe una condizione capace di mettere a rischio il sistema produttivo dei bovini da carne di tutta l’Isola”. Confagricoltura ha quindi chiesto aggiornamenti costanti e un confronto urgente con l’Assessorato della Sanità, auspicando un coinvolgimento diretto del sistema veterinario territoriale.

Nel corso del Tavolo verde è emerso anche un altro nodo critico: quello relativo alle pratiche della Politica Agricola Comune. Le anomalie legate alle Pratiche locali tradizionali di pascolamento (PLT) continuano infatti a generare incertezze tra gli operatori. Secondo Taras, le risposte fornite durante l’incontro “non sono sufficienti per soddisfare i dubbi e le incertezze manifestate negli ultimi mesi dai nostri associati, che giustamente lamentano il mancato pagamento degli aiuti, e dagli uffici dei Centri di assistenza agricola che curano le pratiche degli allevatori. Permangono infatti numerosi punti su cui sono necessari ulteriori chiarimenti così da risolvere in modo definitivo una serie di criticità che si manifestano periodicamente da anni”.

La riunione si chiude quindi senza una piena convergenza, ma con la consapevolezza condivisa della necessità di interventi rapidi e coordinati per affrontare una crisi che rischia di avere ripercussioni profonde sull’economia agricola della Sardegna.

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