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Sassari, latitante e ricercato per tratta di esseri umani: arrestato insieme alla moglie

Arrestati a Sassari due latitanti nigeriani per tratta di esseri umani. L'uomo, nascosto in un armadio, e la moglie devono scontare pesanti pene a Bancali

Si è conclusa nel pomeriggio di ieri, 6 maggio 2026, la latitanza di un uomo ricercato dal dicembre 2023 a seguito di una condanna definitiva per gravi reati legati alla tratta di esseri umani. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Sassari hanno individuato e tratto in arresto il ricercato insieme alla moglie, anch’essa colpita da un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Sassari.

I due coniugi, di nazionalità nigeriana, erano stati condannati dalla Corte d’Assise d’Appello di Cagliari (sezione distaccata di Sassari) per attività illecite avvenute nell’Isola tra il 2013 e il 2017. Le indagini hanno svelato la loro appartenenza a un’organizzazione criminale dedita al trasferimento di migranti dalla Nigeria. Sfruttando la vulnerabilità delle vittime, il gruppo organizzava viaggi drammatici attraverso la Libia fino all’approdo in Sardegna, tra le località di Porto Torres e Sassari, esponendo i migranti a pericoli estremi per la vita e l’incolumità fisica.

Le ricerche, coordinate dai militari per oltre un anno, si sono concentrate su un’abitazione nel cuore del centro storico di Sassari, riconducibile alla donna. Durante l’irruzione e la successiva perquisizione dell’immobile, i Carabinieri hanno scoperto l’uomo nascosto all’interno di un armadio, nel vano tentativo di sottrarsi all’arresto.

Le pene inflitte dalla giustizia italiana sono severe, in linea con la gravità dei reati commessi:l‘uomo deve scontare una reclusione di diciannove anni, un mese e venticinque giorni, la donna è stata condannata a una pena di dodici anni di carcere. Al termine delle operazioni di rito, entrambi sono stati scortati presso la casa circondariale di Bancali per l’espiazione delle rispettive condanne.

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