Un appello deciso, accompagnato da un ultimatum: le organizzazioni rappresentative dei Barracelli della Sardegna chiedono un intervento immediato della Regione per riformare un sistema ritenuto ormai inadeguato.
Alla vigilia della discussione in Consiglio regionale, prevista per il 15 aprile, il Coordinamento Operativo Regionale Barracelli, il Sindacato Autonomo Barracelli e l’Unione Barracelli lanciano l’allarme su una situazione che definiscono “insostenibile”.
Al centro delle criticità c’è l’attuale quadro normativo, giudicato superato e inefficace. In particolare, viene contestata l’applicazione del Disciplinare Tecnico del 2018, ritenuto non adeguato sotto il profilo tecnico e giuridico. A questo si aggiunge una legge regionale, la n. 25 del 1988, considerata ormai datata e in contrasto con normative nazionali più recenti.
Secondo le sigle, il mancato aggiornamento delle regole starebbe già producendo effetti concreti sul territorio. Diverse Compagnie Barracellari avrebbero “già deciso di non prestare servizio di lotta attiva per la prossima campagna antincendio, limitandosi al solo
avvistamento. Una scelta sofferta ma necessaria, aggravata dal fatto che numerose altre Compagnie non hanno proceduto alla firma del protocollo di collaborazione per l’antincendio”.
Nel documento inviato alla presidente della Regione e al Consiglio regionale, le organizzazioni denunciano anche la mancanza di dialogo istituzionale con l’Assessorato agli Enti Locali: “Un silenzio istituzionale gravissimo che manca di rispetto a chi garantisce quotidianamente un importante servizio di polizia rurale e protezione civile”.
Tra le richieste avanzate figurano la sospensione immediata del Disciplinare del 2018, l’istituzione di un tavolo tecnico permanente per riscrivere la normativa di settore e il ripristino di relazioni istituzionali più efficaci.
L’attenzione è ora rivolta alla seduta del Consiglio regionale: in assenza di risposte concrete, le organizzazioni non escludono l’avvio di forme di protesta più incisive, fino a manifestazioni davanti alle sedi istituzionali.
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