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Dimensionamento scolastico, il Governo commissaria la Sardegna

Il provvedimento si è reso necessario poiché l'amministrazione regionale non ha ancora ratificato i piani di dimensionamento

Crediti foto: Ansa

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al commissariamento per Sardegna, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria. Il provvedimento si è reso necessario poiché le quattro amministrazioni regionali non hanno ancora ratificato i piani di dimensionamento della rete scolastica previsti per il prossimo anno.

Il Ministero dell’Istruzione ha precisato che tale riassetto è un pilastro fondamentale delle riforme legate al PNRR concordate dal precedente esecutivo. Lo scopo dell’operazione è allineare le strutture amministrative scolastiche all’effettiva demografia degli studenti, avvertendo che l’inerzia istituzionale potrebbe compromettere i finanziamenti già stanziati dall’Europa. Viene inoltre ribadito che la riforma ha natura puramente burocratica e gestionale, garantendo che nessun istituto o plesso verrà chiuso sul territorio.

L’azione del Governo poggia su solide basi giuridiche: il Ministero ha infatti ricordato che la Corte Costituzionale ha già convalidato per tre volte la legittimità della norma, sollecitando al contempo una collaborazione tra i vari enti. Anche la giustizia amministrativa si è espressa chiaramente: il TAR ha respinto i ricorsi delle Regioni con tre sentenze, mentre il Consiglio di Stato ha confermato la linea governativa in sei diverse occasioni.

Prima di giungere alla nomina dei commissari decisa nell’ultima seduta del Consiglio dei Ministri, lo Stato aveva concesso alle amministrazioni inadempienti due estensioni dei termini: una scaduta a fine novembre e l’ultima lo scorso 18 dicembre. La persistente mancanza degli atti formali necessari ha dunque reso il commissariamento un atto obbligato.

“II PNRR non impone numeri né metodi unici e non obbliga a trattare territori diversi come se fossero uguali.
Applicare alla Sardegna criteri standard significa ignorare geografia, distanze e aree interne. Per questo in Giunta abbiamo stabilito che gli accorpamenti fatti erano sufficienti sulla base di dati reali e bisogni dei territori, sospendendo accorpamenti inopportuni, senza impoverire ulteriormente l’accesso alla conoscenza nella nostra regione”, ha commentato in merito la governatrice della Sardegna Alessandra Todde.

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