In Evidenza Muravera, i 100 anni dello storico medico Efisio Manunza: “Rifarei tutto”

Muravera, i 100 anni dello storico medico Efisio Manunza: “Rifarei tutto”

Dalla Stampace del dopoguerra ai quarant’anni al servizio delle comunità del Sarrabus: il secolo del dottor Manunza

Cent’anni compiuti oggi, 2 gennaio, con la lucidità di chi non ha mai smesso di osservare e comprendere il mondo. Il dottor Efisio Manunza festeggia il traguardo del secolo di vita. Per 40 anni medico condotto a Muravera, Manunza racconta la sua storia con un’energia che sorprende, mentre la memoria corre veloce tra ricordi personali e professionali intrecciati indissolubilmente.

Nato a Stampace, nel cuore di Cagliari, Manunza rievoca i luoghi della sua ’infanzia: “Vivevo in una casa che oggi non esiste più, al posto della quale c’è una scalinata che porta verso l’ospedale civile. La mia infanzia è tutta lì, in quelle strade” racconta. La vocazione per la medicina matura presto, in una città che prova a rialzarsi dopo la guerra. Laureato nel 1955, già interno volontario in clinica medica, immaginava una carriera specialistica. Il destino, però, lo porta altrove: nel 1956 accetta una breve sostituzione a Muravera, 15 giorni che diventeranno 40 anni.

“Quando arrivai, l’ospedale non c’era. Non c’era proprio. C’era il medico, punto. Se succedeva qualcosa, il medico doveva essere pronto a tutto“. Le giornate iniziavano in ambulatorio e proseguivano con le visite domiciliari, senza orari e senza limiti. La medicina era presenza continua, fatta di controlli quotidiani, di parti in casa, di emergenze affrontate con ciò che si aveva a disposizione. Manunza ha fatto nascere generazioni di bambini, compresi i suoi figli, intervenendo anche nelle situazioni più critiche, con la naturalezza di chi considera il dovere professionale parte integrante della vita.

Accanto a lui, la moglie Maria Teresa: “Eravamo fidanzati da 7 anni. Quando ho potuto comprare la camera da letto, la cucina e la sala da pranzo, ci siamo sposati. Abbiamo vissuto insieme 60 anni e 6 mesi fino a quando non mi ha lasciato a seguito di una brutta malattia”. Maria Teresa lo affiancava in ambulatorio, improvvisandosi infermiera quando arrivavano feriti o pazienti in difficoltà, offrendo vestiti o un pasto. In quelle stanze di via Roma a Muravera, i figli sono cresciuti respirando una medicina fatta di cura e relazione, prima ancora che di tecnica.

Oggi, a cent’anni, Manunza legge, segue l’attualità e osserva un mondo che sente più confuso. Ma una certezza rimane intatta. “Se tornassi indietro, rifarei tutto allo stesso modo”, dice senza esitazioni.

Parole che trovano eco nel messaggio del sindaco di Muravera, Salvatore Piu, anche lui medico, che lo definisce “una parte fondamentale della storia civile e umana di Muravera”. E aggiunge: “Non è stato soltanto il medico di famiglia di intere generazioni, ma un punto di riferimento assoluto per la comunità, in anni in cui non esistevano strutture, servizi e tutele come oggi”.

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