“Com’è noto le imprese agricole sarde lamentano forti incrementi dei costi di produzione con contestuali e insostenibili riduzioni di reddito. Le cause vanno ricercate nel lungo periodo di siccità che ha caratterizzato il periodo estivo nel quale si sono verificati i paurosi incendi dell’Oristanese”. Così Pietro Tandeddu, direttore regionale di Copagri Sardegna.

“La siccità – spiega Taneddu -, interrotta dagli eventi alluvionali autunnali particolarmente dannosi, ha sostanzialmente ripreso il suo corso. Ne hanno patito e patiscono le colture cerealicole, con forti ritardi nelle semine e rinunce, pascoli e foraggere che vedranno cali notevoli nella produzione di fieno, il comparto ortofrutticolo, con danni consistenti  alla produzione del carciofo, la viticoltura, l’olivicoltura e frutticoltura tutto il comparto zootecnico”.

Ora, però, c’è un altro nemico da combattere. “Non bastavano gli effetti negativi climatici – prosegue il direttore regionale di Copagri Sardegna – e quelli determinati dalla pandemia per gli agriturismi e alcune produzione veicolate prevalentemente attraverso il canale Horeca, che si deve fare i conti con le tensioni generate dalla guerra Russia-Ucraina. Il vertiginoso aumento del prezzo del gas e del petrolio, unitamente ad alcune materie prime come il mais di cui l’Ucraina è uno dei maggiori produttori, e soia, hanno generato e generano forti aumenti dei costi per le industrie di produzione dei mezzi tecnici (mangimi, concimi, antiparassitari. ecc.) che vengono scaricati sui produttori primari che non vedono a compensazione  incrementi di prezzo per le loro produzioni. La tensione nelle campagne è fortissima. Gli allevatori zootecnici iniziano a ricevere dai mangimifici non solo comunicazioni di aumento dei prezzi ma anche di impossibilità a rifornirli”.

“Abbiamo apprezzato – prosegue Ignazio Cirronis, presidente regionale di Copagri – l’intervento della Regione che nella legge di stabilità per il 2022 ha stanziato 44 milioni di euro per i comparti dell’allevamento suinicolo, bovino da latte, da carne e ovicaprino ma adesso è necessario che si adottino immediatamente le delibere attuative provvedendo alla massima semplificazione delle procedure”. In sintesi: serve liquidità anche per gli altri comparti produttivi. “Per questo – spiega Cirronis – la Giunta provveda immediatamente a legiferare e stanziare le somme necessarie, senza fare figli e figliastri, come abbiamo avuto modo di sottolineare nella Commissione Attività Produttive del Consiglio regionale. Vorrei comunque ricordare che i ‘pannicelli caldi’ possono dare un conforto temporaneo per far fronte a difficoltà contingenti, ma non possono servire a rimuovere le difficoltà strutturali della nostra agricoltura”.

Secondo il presidente regionale di Copagri serve “un serio confronto che, attraverso specifici tavoli di settore, provveda ad aggiornare le analisi e delinei le prospettive per un settore che è ancora strategico nella nostra Isola”.

“Non è comprensibile – aggiunge Cirronis – che ad oggi non si sia trovato il tempo e il modo di discutere delle linee regionali, se vi sono, in ordine alla nuova fase di programmazione agricola comunitaria  o in ordine all’utilizzo coordinato delle ingenti risorse disponibili in questa fase straordinaria promossa dall’Unione europea e che derivano dal PNRR , e quelle provenienti dagli accordi Stato-Regione, dal Fondo di Sviluppo e Coesione, dal Fondo Infrastrutture e dagli altri Fondi strutturali europei”.

Al contempo, conclude Cirronis, “a questo va aperta una discussione sulla efficienza della macchina amministrativa regionale, per provvedere ad una azione di ‘sburocratizzazione’ e snellimento delle procedure,  all’interno della quale si colloca il tema della efficienza e funzionalità della struttura assessoriale , delle agenzie agricole e degli altri enti strumentali”.

Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it