Non si placa lo scontro politico sulla gestione di Cagliari dopo l’intervento del sindaco Massimo Zedda alla Leopolda di Firenze. Dal palco della manifestazione organizzata da Matteo Renzi, il primo cittadino ha sostenuto di aver lasciato nel 2019 una città “un gioiellino” e di averla ritrovata, al suo ritorno alla guida del Comune, “alquanto scassata” dopo l’amministrazione del sindaco di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu.
Alle sue parole ha già risposto l’ex sindaco in persona, oggi capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, contestando il bilancio dell’amministrazione Zedda e sostenendo che il primo cittadino starebbe cercando nuove candidature.
A intervenire è anche Corrado Meloni, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vero e proprio braccio destro del sindaco durante l’amministrazione di centrodestra. Meloni è stato uno degli uomini più vicini a Truzzu nel corso del mandato 2019-2024, vivendo molto da vicino lo sviluppo di opere come la nuova via Roma, piazza Matteotti e tutta una serie di cantieri avviati in quella consiliatura, compresa una grossa parte del progetto stadio.
Meloni: “L’ologramma del sindaco è apparso alla Leopolda”
Meloni affida ai social una lunga replica dai toni fortemente critici nei confronti dell’attuale sindaco. “L’ologramma del sindaco di Cagliari è apparso alla Leopolda”, scrive il consigliere regionale. “C’è chi giura fosse proprio lui, altri sospettano un fantasma politico: in entrambi i casi, la percezione è la medesima”.
Da qui parte l’attacco alla gestione della città: “In due anni e mezzo di mandato Massimo Zedda ha scelto un profilo così basso da risultare invisibile pure ai radar del Comune“.
Meloni sostiene quindi che il sindaco, secondo la sua lettura politica, avrebbe poche realizzazioni da rivendicare e avrebbe scelto di concentrare il proprio intervento sulla precedente amministrazione.
“Non si capisce se sia disinnamorato del ruolo che i Cagliaritani gli hanno riaffidato per la terza volta, o se semplicemente non abbia più idee da spendere e quindi preferisca non farsi trovare. La seconda ipotesi è la più convincente: quando un sindaco, a metà mandato, non sa raccontare nessun risultato raggiunto e deve arrangiarsi parlando male di chi l’ha preceduto, il messaggio arriva chiaro pure senza ologramma”.
La critica all’intervento di Firenze
Nel mirino del consigliere di FdI c’è anche il contesto nel quale Zedda ha pronunciato le sue parole, davanti al pubblico della Leopolda.
“Alla Leopolda, poi, il trucco ha funzionato. Pubblico progressista, zero nozioni su Cagliari, massima disponibilità a bersi la la favoletta della città-gioiello, poi devastata dal sindaco Truzzu”, scrive Meloni. “Renzi, da bravo padrone di casa, ha preferito glissare sullo stato della raccolta rifiuti sotto la precedente gestione da sinistra salottiera: meglio l’applauso che la verità”.
“Sporco, degrado, buio e insicurezza”
Nella parte finale del suo intervento, Meloni sposta il confronto sulle condizioni attuali della città. “Intanto a Cagliari lo sporco, il degrado, il buio e l’insicurezza non solo sono riapparsi, ma hanno trovato nuova linfa”, afferma il consigliere regionale.
La conclusione è affidata a un’altra stoccata nei confronti del sindaco: “Il ritorno dei radical-chic, accompagnati dalle quinte colonne finto-moderate della Cagliari-bene, ha prodotto l’unico risultato visibile: una città trascurata, un primo cittadino che, per farsi notare, deve materializzarsi a Firenze, travestito da storico, filosofo, economista e aspirante candidato a qualcos’altro”.
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