C’è un primo indagato nell’inchiesta sulla morte di Marcello Muroni, il pescatore deceduto martedì sera all’ospedale San Martino di Oristano dopo essere stato ricoverato in condizioni disperate. Si tratta della persona che sabato scorso si trovava con lui a Santa Giusta. La Procura di Oristano ha aperto un fascicolo nel quale vengono ipotizzati due reati: morte o lesioni conseguenza di altro delitto e spaccio di sostanze stupefacenti. Gli elementi finora emersi sembrano indirizzare gli accertamenti verso il possibile consumo di droga.
Gli esami e l’ipotesi dell’assunzione di sostanze
Secondo quanto riferito nel materiale alla base dell’inchiesta, Muroni sarebbe risultato positivo agli esami tossicologici. Tra le ipotesi prese in considerazione dagli investigatori c’è quindi quella di un’assunzione di una o più sostanze che potrebbero aver provocato conseguenze fatali. Sul corpo del pescatore è stata eseguita l’autopsia, affidata al medico legale Danilo Fois. Per conoscere gli esiti degli accertamenti saranno necessari i tempi tecnici previsti per gli esami: il medico ha infatti richiesto 90 giorni per depositare le proprie conclusioni.
Le indagini proseguono, resta da chiarire la dinamica
L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri, dovrà ora chiarire cosa sia accaduto nelle ore precedenti al ricovero e quale possa essere stato il ruolo della persona indagata. La nuova pista sembra ridimensionare l’ipotesi iniziale di un’aggressione fisica, dopo le prime indiscrezioni che parlavano persino di martellate al capo. Gli accertamenti medico-legali e tossicologici saranno quindi determinanti per ricostruire le cause della morte e verificare eventuali responsabilità. Al momento, l’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto d’indagine e non equivale a una condanna o a un accertamento definitivo di responsabilità.
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