Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato il Documento di economia e finanza regionale Defr 2027-2029, documento che traccia gli indirizzi strategici della Regione e apre il percorso verso la prossima manovra finanziaria. Il via libera è arrivato a maggioranza, con 33 voti favorevoli e 20 contrari, nella seduta statutaria convocata per il primo ottobre. Il Defr era il primo punto all’ordine del giorno dell’Assemblea.
La seduta si era aperta con un minuto di silenzio per ricordare l’ex presidente della Regione Pietrino Soddu, recentemente scomparso. A commemorarlo in Aula è stato il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini.
Colpo di scena
Il passaggio più inatteso della seduta è arrivato però successivamente, con la votazione sulla Consulta regionale per l’emigrazione.
L’Aula ha respinto a scrutinio segreto la proposta della Giunta regionale relativa alla sostituzione di un componente dell’organismo. Il risultato è stato di 19 voti favorevoli, 29 contrari e un’astensione.
La proposta riguardava la revoca del componente Aldo Aledda e la sua sostituzione. La vicenda era già stata esaminata nelle commissioni consiliari: la Sesta commissione aveva espresso parere favorevole alla proposta della Giunta, mentre nella fase istruttoria erano stati sollevati dubbi sulla motivazione della revoca e sulla procedura seguita.
L’esito dell’Aula rappresenta quindi una bocciatura della proposta dell’esecutivo regionale sulla quale la maggioranza non è riuscita a far prevalere la propria posizione.
Manca: “Ecco perché sostituire Aledda”
In Aula l’assessora regionale al Lavoro, Desirè Manca, ha illustrato le ragioni alla base della proposta di revoca, precisando di non voler mettere in discussione le qualità personali e professionali di Aledda.
“Non c’è una diatriba con Aledda, non lo conosco, non metto in dubbio la sua professionalità e non mi permetterei mai di esprimere giudizi personali. Ma questo mi da occasione per parlare al Consiglio di fatti incresciosi che sono avvenuti nei confronti dell’Istituzione che rappresento”, ha affermato l’assessora.
“Aledda ha presentato contestazioni, in forma poco istituzionale, indicando una sovraesposizione del Piano Triennale. Il 10 febbraio 2026 Aledda presenta una mozione per il rinvio della consulta, respinta a maggioranza”, ha spiegato Manca.
L’assessora ha poi indicato nella successiva lettera inviata da Aledda l’elemento che, secondo la Giunta, avrebbe determinato la richiesta di sostituzione. “Poi Aledda ha inviato una lettera ribadendo la contestazione precedente, ma il fatto grave è che allarga la contestazione a considerazioni personali, denigratorie e diffamatorie assolutamente incompatibili con il ruolo da lui ricoperto”, ha dichiarato Manca.
La stessa assessora ha rimarcato che la decisione finale spettava comunque al Consiglio: “Questo è un mio dovere e l’ho rappresentato in Giunta, ma è il Consiglio che decide se confermare il consulente Aledda”.
M5S su tutte le furie
Dopo la bocciatura della proposta, il Movimento 5 Stelle ha chiesto la convocazione immediata della Conferenza dei capigruppo.
“Mi riservo di ritirare il gruppo qualora l’Aula volesse andare avanti. Noi usciamo dall’Aula” ha annunciato il capogruppo pentastellato Michele Ciusa.
Il voto sulla Consulta rappresenta così un passaggio politicamente rilevante della giornata consiliare, arrivato dopo l’approvazione del Defr e al termine di una seduta che ha visto la maggioranza non riuscire a ottenere il via libera su una proposta avanzata dalla Giunta.
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