Il lungomare di Cagliari diventa un museo a cielo aperto con 7 opere monumentali di Kan Yasuda, artista giapponese che ha costruito gran parte della propria esperienza artistica in Italia. Le sculture, realizzate in marmo bianco di Carrara e bronzo, sono state collocate tra la Calata via Roma, la Calata Delogu e il Molo Dogana, dove resteranno esposte fino al 25 novembre 2026. L’accesso alla mostra è libero e gratuito.
Chi è Kan Yasuda
Nato a Bibai, nell’Hokkaido, nel 1945, Kan Yasuda si è formato alla Tokyo National University of Fine Arts and Music. Nel 1970 è arrivato in Italia grazie a una borsa di studio del Governo italiano, proseguendo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma con Pericle Fazzini.
Dalla metà degli anni Settanta vive e lavora a Pietrasanta, in Toscana, dove ha stabilito il proprio atelier sviluppando un rapporto diretto con le maestranze specializzate nella lavorazione del marmo e con le cave di Carrara.
Le sue opere sono presenti in numerosi spazi pubblici e istituzioni internazionali, dal Giardino di Boboli e dalle collezioni della Galleria degli Uffizi a Firenze ai Mercati di Traiano a Roma, fino alla Fifth Avenue di New York, allo Yorkshire Sculpture Park, ad Aurora Place a Sydney e alla Bridgewater Hall di Manchester.
A Bibai, sua città natale, è stato inoltre realizzato il museo a cielo aperto Arte Piazza Bibai. Nel 2026 Yasuda è protagonista anche di “Isole del silenzio”, evento collaterale ufficiale della 61esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.
Il percorso cagliaritano assume un significato particolare anche per il possibile dialogo tra le opere di Yasuda e quelle di Costantino Nivola, già presenti negli spazi sotto il Palazzo della Regione.
Zedda: “Cagliari si sta riappropriando del proprio mare”
La presentazione della mostra si è svolta ieri mattina alla presenza delle istituzioni e dei rappresentanti degli enti coinvolti. Il sindaco di Cagliari Massimo Zedda ha sottolineato il valore della scelta di portare le opere direttamente sul fronte mare. “Cagliari si sta riaprorpiando del proprio mare e lo fa anche attraverso la bellezza” ha detto Zedda.
“Portare sculture di questo valore lungo la passeggiata del porto significa fare dello spazio pubblico il primo luogo della cultura, inserito in un contesto di straordinaria bellezza. La riqualificazione proseguirà sia sul versante occidentale, sia su quello orientale, con interventi pensati per collegare tutti gli spazi sul mare”.
L’obiettivo, ha aggiunto Zedda, è fare del fronte mare un luogo quotidiano e non riservato a un pubblico ristretto: “un percorso da vivere ogni giorno, gratuitamente, andando al lavoro o passeggiando la sera. È così che una città cresce, rendendo quotidiano ciò che altrove è eccezionale”.
Le opere sul lungomare
Le sculture selezionate per Cagliari sono Kazé, Myomu, Tensen, Sokyo e tre versioni di Tenpi. Le opere sono caratterizzate da superfici levigate, grandi volumi e cavità che diventano parte integrante della relazione tra la scultura e lo spazio circostante.
Al centro della ricerca di Yasuda c’è il concetto giapponese di Ma, inteso come lo spazio che si crea tra le forme, tra l’opera e il paesaggio e tra la scultura e chi la osserva.
Le opere non sono concepite esclusivamente per essere osservate a distanza. Il pubblico può infatti avvicinarsi, attraversarle e toccarle, entrando fisicamente in relazione con le forme. La collocazione sul lungomare cagliaritano accentua questo rapporto, mettendo il marmo e il bronzo a confronto diretto con la luce mediterranea, gli spazi aperti e l’orizzonte del mare.
La mostra è promossa dalla Fondazione di Sardegna, che ne cura l’indirizzo culturale e la realizzazione nell’ambito di ArtiJanus/ArtiJanas, progetto dedicato all’incontro tra arte, cultura del design, saper fare artigiano e rigenerazione dei luoghi.
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Comune di Cagliari e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna. Cagliari rappresenta la prima tappa dell’esposizione, che successivamente sarà trasferita a Sassari.
Il presidente della Fondazione di Sardegna Giacomo Spissu ha spiegato la scelta di una mostra all’aperto: “la scelta di una mostra all’aperto nasce dalla volontà di portare l’arte nello spazio pubblico, rendendola accessibile e presente nei luoghi della vita quotidiana”.
L’organizzazione ha richiesto anche un importante lavoro logistico, considerando che alcune delle opere arrivano a pesare fino a sei tonnellate. L’obiettivo, ha aggiunto Spissu, è fare della cultura “un’occasione di incontro e di partecipazione”, creando nuove relazioni tra le persone e gli spazi della città.
Per Valeria Mangiarotti, marketing manager dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, la presenza delle opere dimostra come il porto possa diventare anche uno spazio urbano e culturale, che “sarà apprezzata anche dai turisti in arrivo e in partenza”.
Un rapporto tra arte e porto che punta quindi a coinvolgere non soltanto i residenti, ma anche chi arriva in città attraverso lo scalo cagliaritano.
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