In Evidenza Riccardo Spiga: “La copertina di For Men? Per due volte, grande orgoglio”

Riccardo Spiga: “La copertina di For Men? Per due volte, grande orgoglio”

Dietro il fisico, l’allenamento e la disciplina quotidiana c’è una storia fatta di scelte, sacrifici, ambizioni e momenti in cui è stato necessario rimettersi in discussione: Riccardo Spiga si racconta a Cagliaripad

Ci sono traguardi che si vedono e altri che restano nascosti dietro ciò che mostriamo agli altri. Riccardo Spiga, personal trainer cagliaritano e volto di copertina di For Men, conosce bene entrambi.

Dietro il fisico, l’allenamento e la disciplina quotidiana c’è infatti una storia fatta di scelte, sacrifici, ambizioni e momenti in cui è stato necessario rimettersi in discussione.

Abbiamo provato ad andare oltre l’immagine e il lavoro, per conoscere la persona: da dove è partito, cosa lo ha cambiato e dove vuole ancora arrivare.

Essere sulla copertina di For Men significa, in qualche modo, diventare un’immagine. Che sentimento suscita la copertina?

Essere sulla copertina di For Men per la prima  volta nel 2015 è stato una sorta di trampolino di lancio anche per la mia carriera e quindi quella è stata davvero importante. Nel 2023 è stata una conferma. Quello che suscita è ovviamente l’orgoglio di essere arrivato ad un traguardo così importante per ben due volte, soprattutto per un sardo non è facile.

Sei mai arrivato a pensare: “Adesso ce l’ho fatta, adesso finalmente valgo qualcosa”?

Non ho mai pensato “adesso ce l’ho fatta”perché mi sono sempre messo in gioco, anche quando sono arrivato a certi obiettivi. Sono stato felice di questi obiettivi, però poi me ne sono messo sempre altri. Ancora oggi ne ho diversi che sto cercando di coltivare. Quindi sostanzialmente la cosa che mi ha suscitato qualcosa di bello è stato costruirmi una mia identità. Più che valere qualcosa, sono riuscito a esprimere veramente chi sono e ciò che volevo.

⁠C’è qualcosa di Riccardo che una fotografia non riesce a raccontare?

Sì. La fotografia non riesce sicuramente a raccontare ciò che sono io moralmente come tipo di persona. Quello non si vede mai purtroppo. La fotografia molte volte ti rende anche un po’ freddo e questo ti stacca anche dalle persone, che pensano che io sia una persona appunto un po’ fredda. Quando, invece, sono tutt’altro. Però questo purtroppo la fotografia non lo riesce a far vedere.

Che rapporto hai con lo sguardo degli altri? Ti ha sempre fatto piacere oppure ci sono stati momenti in cui lo hai sentito come un peso?

Diciamo che non mi dà molto fastidio lo sguardo degli altri. Magari riesco ad accorgermi quando uno sguardo suscita ammirazione o quando uno sguardo è di invidia. Purtroppo molto spesso, soprattutto in Sardegna, si respira anche quest’aria qui e certe volte ti accorgi della pesantezza.

Quando una persona fa della disciplina una parte importante della propria vita, spesso immaginiamo che abbia tutto sotto controllo. È così? O c’è una parte più fragile del tuo carattere?

Ecco, io sono sempre stato uno che cerca di controllare tutto e questo è un problema. Molto spesso avrei voluto controllare di meno e godermi di più certi momenti. Una fragilità del mio carattere è proprio il fatto di voler avere sempre tutto sotto controllo, far sì che vada sempre tutto bene e essere tutto perfetto. Questo può essere un punto a sfavore.

Visto il grande lavoro e il rapporto che hai col “pubblico”, cosa cerchi di lasciar di te alle persone?

Alle persone cerco di lasciare una traccia di quello che faccio, sia con il lavoro da personal trainer che personalmente. Quando fanno un percorso con me vorrei che si trovassero sempre tutti bene, ma purtroppo non è sempre così perché non posso piacere a tutti e questo per me è anche un arma a mio favore. Io non voglio piacer a tutti, però cerco sempre di lasciare qualcosa di buono, l’opportunità di averti dato anche una strada per poter star meglio e vivere meglio, grazie allo sport e al benessere.

C’è qualcosa che oggi diresti al Riccardo di dieci o quindici anni fa e che allora non sarebbe stato pronto ad ascoltare?

Quello che direi al Riccardo di 10/15 anni fa è godersi maggiormente la vita, di poter sfruttare certe occasioni che molto spesso non ho sfruttato. Magari di concedersi più tempo, più tempo per la vita, che non tutto purtroppo è perfetto e quindi devi anche poterti rilassare e godere ciò che arriva in maniera serena e felice. Direi anche di non dare peso a ciò che dicono gli altri perché molto spesso ho dato peso a ciò che dicevano gli altri in passato ed è stato un errore.

Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it