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Corsa degli Scalzi 2026, il Salvatore torna a Cabras tra fede e applausi

Dopo la corsa dal Sinis, i curridoris accompagnano il simulacro nella chiesa di Santa Maria Assunta. E le campane della Pieve tornano a suonare dopo anni

Crediti foto: Comune di Cabras

Chilometri sui sentieri del Sinis, poi l’asfalto, la fatica e il passo dei curridoris fino a Cabras. La folla ha accolto con gli applausi il ritorno del Santissimo Salvatore, al termine della Corsa degli Scalzi 2026, uno degli appuntamenti religiosi e identitari più sentiti della Sardegna.

La via Tharros si è tinta di bianco quando il simulacro del Santo ha fatto ieri sera il suo ingresso in paese, accompagnato dalla corsa degli uomini che hanno rinnovato ancora una volta la promessa della comunità. Il Salvatore è stato quindi condotto nella chiesa di Santa Maria Assunta, dove resterà custodito per un anno, fino alla prossima Corsa degli Scalzi.

Le campane della Pieve tornano a suonare

Ad accompagnare l’arrivo del simulacro e dei corridori sono state anche le campane della Pieve, tornate a suonare a festa dopo molti anni di silenzio.

Un momento particolarmente significativo per la comunità di Cabras. Le campane sono infatti nuovamente utilizzabili grazie a un contributo del Comune, arrivato su richiesta del parroco, don Giuseppe Sanna.

Un suono che ha aggiunto ulteriore emozione a una giornata già carica di significati. Fede, memoria e appartenenza si sono intrecciate ancora una volta in una celebrazione collettiva che rappresenta, per Cabras, il rinnovarsi di una promessa tramandata di generazione in generazione.

La Corsa degli Scalzi si chiude tra fede e tradizione

Con il ritorno del simulacro nella chiesa di Santa Maria Assunta si è conclusa la Corsa degli Scalzi 2026. Nella Pieve della Vergine Maria, il momento finale è stato accompagnato dal canto de is cogius, intonato dai cantori e dai fedeli.

Al Villaggio del Sinis dove il Santo era arrivato sabato, invece, è tornato il silenzio. È così che si è compiuto ancora una volta il compito affidato dalla tradizione al popolo di Cabras: riportare sano e salvo il Santo nella sua Cabras.

“La fatica è stata tanta, ma è proprio nel camminare e correre insieme che risiede la forza di questa straordinaria manifestazione”, ha affermato il sindaco Andrea Abis, sottolineando il valore della condivisione e del sostegno reciproco che caratterizzano la Corsa.

Il primo cittadino ha ricordato anche il lavoro svolto sul fronte della sicurezza durante la manifestazione: “Anche quest’anno abbiamo seguito ogni momento del percorso, mantenendo alta l’attenzione sulla sicurezza, perché tutti i corridori potessero procedere nel modo più sereno e sicuro possibile”.

Un’organizzazione complessa, ha evidenziato Abis, per un appuntamento che “ha ormai assunto una risonanza oltre i confini regionali”.

La promessa rinnovata dalla comunità

Soddisfazione anche da parte di Roberto Matta, presidente del Comitato organizzatore dei festeggiamenti civili, che ha sottolineato il valore della tradizione e la capacità della comunità di mantenerla viva.

“Siamo grati di aver mantenuto la nostra promessa facendo sì che la nostra festa continui ad essere viva in tutti gli aspetti, anche quelli più profondi, che sono nascosti ma che si ripetono di anno in anno senza mai cambiare”, ha dichiarato Matta.

Il suo auspicio guarda già alle prossime generazioni: “L’augurio più affettuoso a chi ci seguirà nel futuro è che si continui a percorrere questa strada con fede e rispetto”.

L’ultimo rito affidato alle donne di Cabras

A chiudere definitivamente i festeggiamenti religiosi di San Salvatore 2026 è l’ultimo gesto della tradizione, compiuto all’alba di oggi, lunedì 7 settembre.

Sono le donne di Cabras, scalze e vestite con l’abito tradizionale, a percorrere su camminu de su Santu per riportare in paese Santu Srabadoeddu, la piccola statua del Santissimo Salvatore che aveva dato avvio al novenario lo scorso 28 agosto.

Undici giorni prima erano state proprio le donne ad accompagnare il Santo verso il villaggio. Oggi, seguendo il percorso inverso, lo riportano a casa.

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