Una decisione destinata a incidere profondamente sul futuro di uno dei luoghi più riconoscibili di Cagliari è arrivata in Consiglio regionale. Al centro c’è l’ex carcere di Buoncammino, il grande complesso panottico che domina il colle e che si prepara a una nuova fase dopo la dismissione della funzione carceraria.
Un emendamento approvato dall’Assemblea regionale definisce alcuni elementi rilevanti per il recupero dell’immobile, dalle risorse economiche alla futura proprietà di una parte del complesso, fino agli interventi destinati a rafforzare la sede della Questura di via Amat.
Sul piatto 65 milioni di euro
Il progetto delineato dall’Agenzia del Demanio prevede un investimento di circa 65 milioni di euro, interamente finanziato con risorse statali, per la riqualificazione e la rifunzionalizzazione dell’ex carcere.
La novità più significativa riguarda però il destino dell’immobile al termine dei lavori. La norma stabilisce che una quota non inferiore al 50% dell’intero complesso, vale a dire la porzione non vincolata alle esigenze dei servizi statali, venga trasferita al patrimonio della Regione Sardegna.
Un passaggio che, secondo il consigliere comunale di Alleanza Sardegna Roberto Mura, segna l’ingresso in una fase decisiva. “Non è un dettaglio. Significa che stiamo entrando nella fase in cui si decide concretamente che cosa diventerà una parte enorme di Buoncammino”, sottolinea.
Per Mura, proprio ora Cagliari deve far sentire la propria voce sulle scelte che riguarderanno il complesso. L’esponente di Alleanza Sardegna contesta soprattutto il rischio che la riqualificazione possa tradursi in una semplice operazione amministrativa.
“Buoncammino non può passare da carcere chiuso a cittadella amministrativa chiusa“, afferma Mura, chiedendo che il recupero non venga ridotto alla sola sistemazione di uffici pubblici.
Un polo tra cultura, università e memoria
La posizione del consigliere regionale guarda a una trasformazione più ampia dell’area. Buoncammino, osserva Mura, si trova in una posizione strategica, a pochi passi da Università, Castello, Cittadella dei Musei, Anfiteatro, Orto dei Cappuccini e sistema dei parchi.
Per questo, secondo il consigliere, il complesso potrebbe diventare “un grande polo pubblico capace di mettere insieme memoria, cultura, formazione, servizi, funzioni universitarie e spazi realmente aperti ai cittadini”.
Tra gli scenari già elaborati vengono richiamati auditorium, foresteria, ristorazione, cortili recuperati, piazza pubblica e percorso della memoria. Gli atti, inoltre, fanno riferimento a un “concept progettuale condiviso” e alla possibilità di ricorrere a forme di partenariato pubblico-privato per alcune funzioni.
Da qui le domande che Mura ritiene necessario portare al centro del dibattito cittadino: “Quale scenario è stato scelto? Che cosa verrà realizzato nella parte destinata allo Stato? E soprattutto, che destinazione avrà quel 50% o più che dovrebbe passare alla Regione?”.
Il nodo, secondo il consigliere, riguarda anche l’effettiva apertura del complesso alla cittadinanza. “Quanto sarà realmente aperto ai cittadini? Verranno realizzati il Museo e il percorso della memoria carceraria?”, domanda Mura, indicando anche la necessità di chiarire quale spazio sarà destinato a università, cultura, formazione e attività sociali e quali funzioni potranno essere affidate ai privati.
Questura di via Amat, 10 milioni per l’ampliamento
Parallelamente, l’emendamento interviene sulla sede della Questura di Cagliari in via Amat. Sono previsti 10 milioni di euro per l’ampliamento della struttura di circa 2.000 metri quadrati.
A questa misura si aggiunge uno stanziamento di 700 mila euro all’anno per 15 anni destinato alla Città Metropolitana di Cagliari, con l’obiettivo di consentire la permanenza della Questura nell’attuale sede.
Una scelta che, nel disegno complessivo, contribuisce a separare il futuro di Buoncammino dalle esigenze degli uffici di pubblica sicurezza, rendendo possibile una riflessione più ampia sulla destinazione del complesso storico.
Anche questo passaggio viene sottolineato da Mura, che parla di “un’altra operazione molto significativa” e ritiene che il mantenimento della Questura in via Amat possa liberare ulteriormente Buoncammino dalle funzioni amministrative statali.
Per il consigliere comunale, il tema centrale adesso è quello della trasparenza sulle decisioni che accompagneranno il progetto. “Sono scelte importanti. Troppo importanti per passare senza un vero dibattito pubblico in città”, sostiene.
Mura chiede quindi che vengano resi pubblici il concept progettuale aggiornato, il cronoprogramma dell’intervento, la futura ripartizione degli spazi tra Stato e Regione e il modello di gestione previsto. “La vera questione è quale Buoncammino vogliamo consegnare a Cagliari per i prossimi cinquant’anni”.
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