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Carceri, in Sardegna detenuti ai massimi storici: “Uta e Sassari oltre il 130%”

Secondo Socialismo Diritti Riforme sono 2.451 i detenuti presenti negli istituti sardi: a Cagliari 201 stranieri, a Sassari 197

Le carceri della Sardegna raggiungono livelli di affollamento mai registrati prima. Al 31 agosto 2026, secondo i dati del Ministero della Giustizia elaborati dall’Ufficio Statistiche del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, negli istituti penitenziari dell’Isola risultano 2.451 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare complessiva indicata in 2.583 posti.

Numeri che, secondo Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione Socialismo Diritti Riforme (Sdr), non restituirebbero però l’intera fotografia della situazione. “La Sardegna ha raggiunto il massimo storico di detenuti presenti negli Istituti Penitenziari. Un numero destinato a salire ancora nei prossimi giorni con l’arrivo dei 41bis a Cagliari-Uta”, afferma Caligaris.

La presidente di Sdr sottolinea in particolare come nei dati ufficiali non vengano considerati, nella lettura della capienza effettivamente disponibile, i 90 posti già occupati dai detenuti sottoposti al regime 41 bis nel carcere di Sassari-Bancali e i circa 300 posti non utilizzabili a Badu ’e Carros perché interessati da lavori.

Sassari e Uta

La situazione più critica viene evidenziata a Sassari-Bancali, dove a fronte di 458 posti regolamentari risultano presenti 607 detenuti, pari a un tasso di occupazione del 132,5%. Considerando anche le 90 persone sottoposte al regime di massima sicurezza, secondo Sdr la percentuale salirebbe fino al 152%.

“Numeri esorbitanti che a breve vedremo ripetersi a Cagliari-Uta”, sostiene Caligaris. Nel carcere cagliaritano risultano attualmente 748 detenuti per 561 posti regolamentari, con un tasso di presenze pari al 133,3%. L’arrivo di altri 90 detenuti destinati al 41 bis porterebbe, secondo l’associazione, il livello di occupazione ben oltre il 150%.

Aumentano i detenuti stranieri

Un altro elemento evidenziato dall’associazione riguarda la presenza di detenuti stranieri, che complessivamente raggiungono quota 773 negli istituti penitenziari della Sardegna.

La maggiore concentrazione si registra nelle due principali case circondariali dell’Isola: a Cagliari sono 201 gli stranieri detenuti, mentre a Sassari sono 197.

Per Caligaris si tratta di un dato che pone ulteriori difficoltà sul fronte della gestione degli istituti, anche in considerazione della necessità di garantire adeguati servizi di mediazione culturale.

“Anche la provenienza degli stranieri è un tratto da tenere in considerazione per lo scarso numero di mediatori culturali e per le difficoltà della convivenza in spazi angusti per l’elevato numero di persone in cella”, osserva la presidente di Sdr.

Tra le principali nazionalità indicate figurano marocchini (159), tunisini (82), nigeriani (77) e algerini (76).

Mai così tante donne detenute

I dati richiamati da Socialismo Diritti Riforme evidenziano inoltre un altro elemento considerato in controtendenza rispetto al passato: la presenza di 57 donne detenute negli istituti penitenziari sardi.

“Sono numeri mai registrati prima”, sottolinea Caligaris, inserendo anche questo dato nel quadro complessivo di una popolazione carceraria che continua a crescere.

L’allarme sul personale sanitario

La preoccupazione dell’associazione non riguarda soltanto gli spazi e il sovraffollamento. “Nulla è cambiato per il personale medico, infermieristico e della sicurezza”, sostiene la presidente di Sdr, richiamando anche le difficili condizioni vissute durante i mesi più caldi dell’anno.

“A breve scadono i contratti dei Medici Penitenziari e se il nuovo bando andrà deserto come il precedente sarà un disastro”, conclude Caligaris.

Il quadro delineato dall’associazione restituisce quindi una situazione particolarmente complessa per il sistema carcerario sardo, tra sovraffollamento, aumento delle presenze, esigenze di mediazione culturale e carenze di personale sanitario e di sicurezza.

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