Il bando regionale per incentivare l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo destinati all’autoconsumo finisce al centro di una nuova polemica politica. A sollevare il caso è il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Fausto Piga, che annuncia la presentazione di un’interrogazione per chiedere chiarimenti alla Giunta regionale.
La misura, prevista dalla legge regionale 20/2024, nasce con l’obiettivo di sostenere famiglie e cittadini nella realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle abitazioni. Secondo Piga, tuttavia, alcune verifiche comunicate successivamente ai beneficiari potrebbero creare problemi sia per i cittadini sia per le imprese che hanno eseguito i lavori.
“Un nuovo pasticcio targato Campo largo: prima promettono incentivi alle famiglie per realizzare impianti fotovoltaici sui tetti di casa, poi, a lavori conclusi, minacciano retromarce affidandosi a cavilli burocratici postumi, solo perché si sono dimenticati di essere chiari e trasparenti nel bando iniziale”.
Il consigliere regionale definisce la misura “di per sé interessante che rischia però di trasformarsi in una trappola per cittadini e imprese“.
La verifica sui debiti fiscali
Al centro della contestazione c’è una recente comunicazione dell’Assessorato regionale dei Lavori Pubblici indirizzata ai beneficiari e agli installatori. Nella nota viene precisato che l’erogazione del contributo regionale è subordinata alla verifica preventiva di eventuali debiti fiscali, secondo quanto previsto dall’articolo 48-bis del D.P.R. 602/1973.
In presenza di pendenze nei confronti della Pubblica amministrazione, il contributo destinato al beneficiario potrebbe quindi essere utilizzato prioritariamente per la regolarizzazione delle posizioni debitorie.
È proprio questo passaggio a essere contestato da Piga, che non mette in discussione l’applicazione della normativa, ma solleva dubbi sulle modalità e sui tempi con cui l’informazione sarebbe stata comunicata ai beneficiari.
“Sia chiaro: non mettiamo in discussione il rispetto della legge, ma il fatto che i cittadini e le imprese non siano stati opportunamente informati di questo passaggio nell’avviso pubblico o al momento dell’accettazione della domanda, bensì solo a lavori ultimati. Oggi molte aziende del settore rischiano di non recuperare le somme anticipate per conto dei clienti. È inaccettabile scaricare sulle imprese le responsabilità e gli errori di un bando scritto male e privo della dovuta trasparenza”.
Imprese preoccupate per le somme anticipate
Secondo la ricostruzione fornita dal vicecapogruppo di Fratelli d’Italia, il nodo riguarda in particolare le aziende che hanno realizzato gli impianti anticipando le spese, confidando nella successiva erogazione dei contributi ai beneficiari.
Il timore espresso è che eventuali ritardi o mancati pagamenti possano ripercuotersi direttamente sulla liquidità delle imprese coinvolte, con conseguenze particolarmente pesanti per le realtà di dimensioni più ridotte.
“Presenterò un’interrogazione consiliare per fare immediata chiarezza ma nel frattempo chiedo alla Presidente Todde di prendere in mano la situazione: ci sono aziende che rischiano di fallire se i contributi non verranno erogati con la massima puntualità”.
Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it






