Sport Barella, ancora fischi a Cagliari: un rancore che fa discutere

Barella, ancora fischi a Cagliari: un rancore che fa discutere

Il centrocampista dell’Inter, cagliaritano e cresciuto nel vivaio rossoblù, è stato contestato ancora una volta da una parte del pubblico sardo. Ma il suo affetto per l'Isola è stato ampiamente dimostrato

Crediti foto: Associazione Charlibrown

Sta facendo discutere l’accoglienza riservata a Nicolò Barella dall’Unipol Domus nella sfida di domenica sera Cagliari-Inter. In occasione della partita vinta dai nerazzurri, il centrocampista è stato nuovamente accompagnato dai fischi di una parte del pubblico rossoblù, come ormai avviene da anni.

I primi segnali sono arrivati già durante il riscaldamento, quando dagli spalti si sono levate contestazioni nei confronti del giocatore. Il copione si è poi ripetuto in diversi momenti della partita, confermando una frattura che dura ormai dal 2019, anno del trasferimento di Barella dal Cagliari all’Inter.

Una contestazione che dura dal 2019

Barella, cagliaritano doc e prodotto del settore giovanile rossoblù, aveva lasciato la Sardegna dopo essere diventato anche il più giovane capitano nella storia del Cagliari. Il passaggio all’Inter, per un’operazione dal valore di circa 50 milioni di euro, rappresentò per il centrocampista l’occasione di confrontarsi con una realtà di vertice e di puntare a obiettivi più prestigiosi.

Una parte della tifoseria, in particolare nell’ambiente del tifo organizzato, non ha mai completamente digerito quella separazione. La sola scelta di lasciare il Cagliari per trasferirsi a Milano alimentò una contestazione che, a distanza di anni, non sembra essersi esaurita.

E così, ogni volta che Barella torna a giocare all’Unipol Domus da avversario si ripropone la stessa scena.

Non tutto lo stadio, però, è contro Barella

La fotografia dell’accoglienza, tuttavia, non è uniforme. I fischi non rappresentano infatti il sentimento dell’intero pubblico cagliaritano. Una parte consistente dei tifosi continua ad applaudire Barella, riconoscendogli il legame con la città e con la squadra che lo ha formato.

Il rapporto tra il centrocampista e Cagliari, del resto, non si è interrotto con il trasferimento all’Inter. Negli anni Barella ha continuato a mantenere un rapporto molto stretto con la sua terra, anche attraverso diverse iniziative benefiche, spesso realizzate lontano dai riflettori.

Tra queste c’è anche la visita dello scorso maggio ai piccoli pazienti dell’ospedale Microcitemico di Cagliari, organizzata dall’Associazione Charlibrown insieme alla moglie del calciatore, Federica Schievenin, molto attiva nel sociale.

Un gesto che si aggiunge alle numerose iniziative alle quali Barella ha partecipato nel corso degli anni e che, per molti cagliaritani, rappresentano la prova di un legame con la propria città rimasto forte nonostante la distanza calcistica.

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