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Carburante oltre i 2 euro, gli agenti di commercio sardi: “Rincaro che pesa doppio”

Gli agenti di commercio della Sardegna denunciano l'impatto dei rincari sui costi di lavoro e chiedono interventi duraturi oltre la proroga di 48 ore sul taglio delle accise

Il prezzo dei carburanti continua a pesare sulle attività professionali che dipendono quotidianamente dall’automobile. In Sardegna il gasolio self service ha raggiunto una media di 2,146 euro al litro, un valore superiore ai 2,136 euro registrati a livello nazionale. Anche la benzina si mantiene sopra la soglia dei due euro, con una media regionale di 2,027 euro al litro, contro i 2,015 euro della media italiana.

A richiamare l’attenzione sull’impatto dei rincari è FNAARC Confcommercio Sud Sardegna, l’associazione che rappresenta gli agenti e rappresentanti di commercio. La categoria, in particolare nell’Isola, deve fare i conti con un’elevata incidenza dei costi di mobilità, legata alla necessità di percorrere ogni giorno lunghe distanze per raggiungere clienti e aziende distribuiti sul territorio.

Il danno

Secondo il presidente di FNAARC Confcommercio Sud Sardegna, Giuliano Cadoni, il problema assume una dimensione ancora più rilevante in Sardegna proprio per le caratteristiche geografiche dell’Isola. “In Sardegna il caro gasolio pesa due volte: per il prezzo alla pompa e per le distanze che siamo costretti a percorrere“, dichiara Cadoni. “Per un agente di commercio l’automobile non è una comodità e il pieno non è una voce accessoria del bilancio familiare: sono strumenti e costi di lavoro. Ogni aumento alla pompa significa spendere di più semplicemente per poter svolgere la propria attività”.

I dati aggiornati al 25 agosto dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenziano dunque un livello dei prezzi nell’Isola leggermente superiore alla media nazionale. Per gli agenti di commercio, tuttavia, il problema non riguarda soltanto la differenza tra il dato sardo e quello italiano, ma soprattutto il numero di chilometri percorsi nel corso dell’anno.

“Un agente può percorrere migliaia di chilometri al mese e quindi anche pochi centesimi di differenza, moltiplicati per tutti i litri consumati nell’arco dell’anno, diventano una cifra importante”, sottolinea Cadoni. “Il punto non è soltanto quanto costa oggi un litro di gasolio, ma quanto incidono questi rincari sul reddito di chi per produrlo deve necessariamente spostarsi. Non possiamo lasciare che sia il distributore a decidere, di fatto, quanto resta in tasca a un agente alla fine del mese”.

Il nodo della proroga sul taglio delle accise

A preoccupare FNAARC è anche la durata limitata della misura adottata dal Governo, che ha prorogato per altre 48 ore, il 25 e 26 agosto, la riduzione di 17 centesimi al litro sul gasolio.

L’associazione riconosce l’intervento, ma ritiene che una misura di carattere temporaneo non consenta alle imprese e ai professionisti di programmare con sufficiente certezza i propri costi. “Il 27 agosto continueremo a percorrere le stesse strade, a visitare gli stessi clienti e a sostenere gli stessi costi. Quello che manca è la certezza. Un’impresa, un professionista o un agente di commercio non possono programmare la propria attività due giorni alla volta”.

In nodo auto

Il carburante rappresenta soltanto una parte delle spese sostenute dagli agenti di commercio. L’automobile costituisce infatti uno degli strumenti essenziali per svolgere la professione e, per chi percorre grandi distanze, comporta costi significativi anche per manutenzione, assicurazione e sostituzione del mezzo.

In genere la vettura viene rinnovata ogni 4 anni, ma anche l’acquisto di un nuovo veicolo è diventato più oneroso. La scelta tra diesel, benzina, ibrido ed elettrico deve inoltre tenere conto non soltanto del prezzo iniziale, ma anche dei consumi, dell’autonomia e della disponibilità delle infrastrutture necessarie per la ricarica. Aspetti che assumono un peso particolare in Sardegna, dove le distanze e la conformazione del territorio possono rendere più complessa la gestione degli spostamenti.

FNAARC richiama inoltre l’attenzione sul tema della fiscalità delle autovetture utilizzate dagli agenti di commercio. Il limite di costo fiscalmente riconosciuto resta fissato a 25.822,84 euro, un parametro che deriva dalla soglia di 50 milioni di lire introdotta nel 1986 e che, secondo l’associazione, non riflette più i prezzi dell’attuale mercato automobilistico.

“Paghiamo carburante e automobili ai prezzi del 2026, ma abbiamo ancora parametri fiscali che risalgono a quarant’anni fa”, afferma Cadoni. “È una contraddizione che deve essere superata. Se si vuole sostenere concretamente una categoria che contribuisce ogni giorno a mettere in relazione imprese, commercio e territori, bisogna partire dai suoi costi reali”.

La richiesta di FNAARC Confcommercio Sud Sardegna è quindi quella di affiancare alle misure emergenziali sul prezzo dei carburanti interventi strutturali, capaci di attenuare l’impatto delle variazioni dei prezzi e di aggiornare i parametri fiscali relativi alle automobili utilizzate per l’attività professionale.

“In Sardegna – conclude Cadoni – con il gasolio a 2,146 euro al litro non stiamo parlando semplicemente di caro carburante: stiamo parlando di un aumento diretto del costo necessario per lavorare. Gli agenti di commercio sono sulla strada tutto l’anno. Hanno bisogno di certezze che durino più di 48 ore”.

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