In Evidenza Birra, in Sardegna si spendono 90 euro all’anno per famiglia: cresce l’artigianale

Birra, in Sardegna si spendono 90 euro all’anno per famiglia: cresce l’artigianale

L’Isola rafforza il comparto brassicolo: 20 aziende sono artigiane, circa 800 gli addetti tra occupazione diretta e indotto

La Sardegna scopre una vocazione sempre più forte per la birra artigianale, con un comparto che negli ultimi anni ha continuato a crescere sia sul fronte delle imprese sia su quello dei consumi. A fotografare il fenomeno è l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, elaborata sulla base dei dati Unioncamere-Infocamere.

Alla fine del 2025 risultavano 45 imprese attive nel settore brassicolo nell’Isola, delle quali 20 artigiane. Rispetto al 2021 si registra un incremento di nove attività complessive e di tre realtà artigiane.

Il comparto genera inoltre un impatto occupazionale significativo. Gli addetti direttamente impiegati nella produzione sono stimati in circa 300, ai quali si aggiungono altri 400 lavoratori coinvolti nell’indotto, dalla coltivazione delle materie prime alla logistica, dal packaging alla ristorazione e alle attività di consulenza. Considerando l’intera filiera, il sistema raggiunge quindi circa 800 occupati.

Quattro milioni di litri prodotti nell’Isola

La crescita delle imprese si accompagna a una domanda interna consistente. Secondo le analisi citate da Confartigianato, sono oltre 750 mila i sardi che consumano birra, con modalità che vanno dal consumo occasionale a quello stagionale o abituale.

La spesa complessiva per l’acquisto di birra, sia industriale sia artigianale, supera i 70 milioni di euro, con una media di circa 90 euro all’anno per famiglia.

Sul fronte produttivo, la Sardegna arriva a circa 4 milioni di litri di birra all’anno. Numeri ancora lontani dai grandi volumi nazionali, ma particolarmente significativi per un comparto che nell’Isola ha costruito negli ultimi anni una propria identità.

A livello italiano si contano 802 birrifici, di cui 313 artigianali. La Lombardia guida la classifica generale con 110 realtà, mentre per quanto riguarda esclusivamente i birrifici artigiani il primo posto spetta al Piemonte con 34 imprese. La Sardegna si colloca al settimo posto nazionale.

Una filiera sempre più legata al territorio

Uno degli aspetti più interessanti della crescita riguarda il rapporto tra produzione brassicola e territorio. I birrifici artigianali sardi stanno infatti aumentando l’utilizzo di materie prime e ingredienti locali, rafforzando il legame tra prodotto e identità regionale.

Tra gli elementi utilizzati nella produzione figurano orzo da birra, mirto, miele, agrumi e cereali coltivati nell’Isola. Un percorso che coinvolge direttamente anche il settore agricolo e che amplia le possibilità di sviluppo di una filiera regionale.

“Come certificano questi numeri il settore in Sardegna cresce di giorno in giorno. Un mondo, quello dei piccoli birrifici, che arricchisce il territorio sardo, dove qualità e artigianato sono le coordinate fondamentali”, sottolinea Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna.

Per Meloni, il comparto rappresenta ormai “un vero e proprio fenomeno culturale e un settore in espansione, ricco di opportunità e buone prospettive”, capace di produrre ricadute che vanno oltre la semplice produzione della bevanda e coinvolgono agricoltura, turismo ed enogastronomia.

La birra artigianale sarda si inserisce così in un sistema economico più ampio, nel quale qualità, innovazione e valorizzazione delle produzioni locali diventano elementi centrali.

Secondo Confartigianato, dietro la crescita del settore ci sono imprese che investono nella ricerca e nella sperimentazione, cercando di trasformare le produzioni agricole dell’Isola in prodotti riconoscibili anche fuori dalla Sardegna.

“La birra artigianale sarda è diventata un’eccellenza produttiva capace di coniugare qualità, innovazione, identità territoriale e capacità imprenditoriale”, afferma ancora Meloni, evidenziando come l’incremento dei birrifici e l’interesse dei consumatori abbiano trasformato il comparto in uno dei segmenti più dinamici dell’agroalimentare regionale.

“Le imprese artigiane del settore non producono soltanto una bevanda di qualità, ma generano occupazione, sostengono l’economia locale e alimentano un’importante filiera”, conclude Meloni.

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