L’approvazione della variazione di bilancio regionale da 2,5 miliardi di euro ha chiuso ieri una lunga maratona in Consiglio regionale, ma il confronto politico è proseguito su uno dei temi più controversi della settimana: l’organizzazione e le retribuzioni degli staff degli assessorati e della Presidenza della Regione.
Il caso
Nel corso dell’esame dell’articolo 9 della manovra, l’Aula ha approvato un emendamento che autorizza una spesa complessiva di 60 milioni di euro nel triennio 2026-2028 per l’attuazione della normativa sul comparto unico della contrattazione collettiva tra Regione ed enti locali. La proposta, presentata dal capogruppo del Pd Roberto Deriu, ha raccolto il consenso trasversale dei consiglieri intervenuti nelle dichiarazioni di voto.
Ma a riaccendere lo scontro è stato però un sub emendamento che prevedeva un aumento del 10% delle retribuzioni del personale degli staff della Giunta. La proposta ha provocato la reazione della minoranza e, in particolare, del capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu, che in Aula ha chiesto chiarimenti sulle ragioni del suo ritiro.
“Questo dimostra quanto abbiamo una maggioranza ipocrita” ha detto Truzzu. “A parole si dice contro il poltronificio, a difesa delle fasce più deboli e poi alla prima occasione cerca di cancellare operazioni di spending review che esistono dal 2012 e vuole attribuire ancora piu’ emolumenti agli staff”.
L’assessore regionale al Personale Sebastian Cocco, a nome della Giunta ha comunicato il ritiro del sub emendamento contestato dall’opposizione. La decisione, tuttavia, non ha chiuso il confronto politico e anche dai banchi della maggioranza l’imbarazzo era palpabile.
Il confronto sulla legge del 2021
La discussione si è poi spostata sulla legge regionale numero 10 del 2021, approvata durante la legislatura Solinas e relativa all’organizzazione degli staff della Giunta e della Presidenza. La cosiddetta “Legge del super staff”. Fratelli d’Italia ha presentato un emendamento per chiederne l’abrogazione, ma la proposta è stata respinta dalla maggioranza di centrosinistra che sostiene la Giunta Todde.
A illustrare la posizione del partito è stato il vicecapogruppo di FdI Fausto Piga, primo firmatario della proposta. La norma, approvata dal centrodestra nella precedente legislatura e oggi utilizzata anche dall’attuale Giunta per la composizione degli staff, è da tempo al centro delle polemiche politiche.
Piga spiega quindi che la proposta di abrogazione riguarda più una provocazione che un’effettiva contrarietà al provvedimento voluto dal centrodestra 5 anni fa. “Quando abbiamo rivisto l’organizzazione tecnico-politica degli assessorati e della presidenza, lo abbiamo fatto con la coscienza a posto, tant’è che rivoterei quella legge, convinto che potesse essere uno strumento utile per migliorare l’azione di governo. Chi faceva barricate populiste e demagogiche era il Campo Largo“.
L’esponente di Fratelli d’Italia ha poi rivolto un attacco diretto alla maggioranza: “I falsi moralisti come la presidente Todde, il Movimento 5 Stelle e le sinistre chiedano scusa ai cittadini per averli ingannati con una propaganda imbroglio fatta di finta indignazione solo per vincere le elezioni. Abbiano la dignità di metterci la faccia, di fare mea culpa per aver imbrogliato i cittadini e chiedano scusa”.
L’emendamento per abrogare la legge 10 del 2021 è stato quindi respinto con il voto contrario della maggioranza. Eppure nel corso del confronto non sono intervenuti esponenti della maggioranza per difendere esplicitamente in Aula la normativa approvata nel 2021.
Truzzu: “Persa un’occasione storica”
La polemica di Fratelli d’Italia non si è fermata alla questione degli staff. Al termine dei lavori, Paolo Truzzu ha criticato nel complesso l’impostazione della maxi variazione di bilancio, sostenendo che le ingenti risorse disponibili non siano state accompagnate da una strategia di sviluppo di lungo periodo.
“Il Campo largo ha fatto perdere alla Sardegna un’occasione storica. Oltre due miliardi di euro per una variazione di bilancio spesi come rattoppi senza una proposta strategica per favorire la crescita e lo sviluppo dell’Isola”, ha dichiarato il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia.
Truzzu ha quindi contestato anche il metodo seguito durante l’esame della manovra, parlando di una maggioranza impreparata e priva di una visione complessiva. “Ancora una volta ci siamo trovati di fronte una maggioranza impreparata, pasticciona, come dimostrano i lavori dell’aula, e soprattutto senza una visione e una strategia capace di proporre una speranza per il futuro della Sardegna”, ha affermato.
Nel bilancio del capogruppo di FdI trova spazio anche la polemica sugli staff: “Siamo riusciti a smascherare l’ipocrisia dei 5 Stelle, il partito anticasta a parole, ma che nei fatti ha cercato di aumentare gli stipendi degli staff degli Assessori e della Presidenza”.
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