In Sardegna il gelato artigianale continua a conquistare i consumatori. Nel 2025 i sardi hanno speso circa 37 milioni di euro per il gelato, con una media di 50 euro a famiglia, tra coni, coppette, granite, ghiaccioli e sorbetti. Una cifra che, secondo le stime, potrebbe crescere ulteriormente nel 2026.
A soddisfare la domanda sono 173 attività del settore, delle quali 114 sono gelaterie artigiane, pari al 65,9% del totale. È quanto emerge dall’ultima analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, sulla base dei dati Unioncamere-Infocamere e Agenzia delle Entrate.
Un comparto che rappresenta una componente importante dell’economia legata all’alimentazione e che, nonostante l’aumento dei costi di produzione, continua a puntare sulla qualità e sulle lavorazioni tradizionali.
In Italia spesa da 1,8 miliardi
La Sardegna si inserisce in un mercato nazionale che nel 2025 ha raggiunto una spesa complessiva di circa 1,8 miliardi di euro. La regione con il valore più elevato è la Lombardia, con 290 milioni di euro, seguita dal Lazio con 185 milioni e dalla Campania con 176 milioni.
Il perimetro del comparto artigianale è tuttavia più ampio rispetto alle sole gelaterie. Comprende infatti anche le pasticcerie che producono dolci a base di gelato e i laboratori specializzati nella produzione senza vendita diretta al dettaglio.
In Italia sono oltre 9.300 i laboratori artigianali del settore. La Lombardia guida anche questa graduatoria con 1.587 imprese, davanti al Veneto con 1.094 e all’Emilia-Romagna con 1.053.
Gelato più caro: pesano energia e materie prime
Dietro il successo del gelato artigianale c’è però un comparto che deve fare i conti con costi di produzione sempre più elevati.
Tra il 2021 e il 2025 il prezzo del gelato è aumentato complessivamente del 39,6%, mentre nello stesso periodo i costi dell’energia sono cresciuti del 30%. Un fattore particolarmente pesante per le gelaterie, dove frigoriferi e attrezzature devono rimanere in funzione senza interruzioni.
A incidere sono anche le materie prime. Il cacao ha registrato un aumento del 45,5%, lo zucchero del 33,3% e il latte del 23,4%. Le nocciole hanno segnato incrementi compresi tra il 30 e il 40%, mentre per l’amarena l’aumento è arrivato al 40%.
A questi costi si aggiungono quelli legati al trasporto, al carburante e ai materiali biodegradabili utilizzati per coppette, cucchiaini e confezioni.
Secondo Confartigianato, molti gelatieri hanno scelto di assorbire una parte consistente degli aumenti, riducendo i propri margini per evitare di trasferire integralmente i rincari sui clienti.
Come riconoscere il vero gelato artigianale
Per il presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Giacomo Meloni, il gelato artigianale rappresenta anche uno strumento di valorizzazione delle produzioni agroalimentari del territorio. “La genuinità delle specialità artigiane della gelateria fa muovere l’economia sarda e contribuisce a mantenere alta la bandiera del food made in Sardegna in Italia e nel mondo”, sottolinea Meloni.
“Un prodotto sano, realizzato con ingredienti autentici e rappresentativo del territorio, che va salvaguardato dalle imitazioni presenti sul mercato”, aggiunge.
Proprio per tutelare il prodotto artigianale, Confartigianato e altre associazioni di categoria hanno sostenuto in Parlamento la proposta di introdurre la denominazione “Gelato di tradizione italiana”.
L’obiettivo è creare uno strumento in grado di distinguere il gelato artigianale dalle produzioni industriali, attraverso un disciplinare che stabilisca caratteristiche, ingredienti e modalità di preparazione. La proposta prevede l’utilizzo di materie prime fresche e genuine, preferibilmente italiane, e valorizza il ruolo del gelatiere e delle competenze professionali necessarie per la preparazione del prodotto.
Una denominazione specifica, nelle intenzioni dei promotori, permetterebbe inoltre ai consumatori di riconoscere più facilmente qualità, metodo di lavorazione e caratteristiche del gelato acquistato.
Anche l’aspetto può offrire qualche indicazione al consumatore. Il gelato artigianale dovrebbe presentare colori naturali e non eccessivamente intensi, coerenti con gli ingredienti utilizzati.
Un pistacchio, ad esempio, tende a presentarsi con una tonalità verde tenue, mentre un gelato alla fragola dovrebbe avere una colorazione rosata. Colori particolarmente brillanti o fluorescenti possono invece rappresentare un campanello d’allarme.
Un altro elemento da osservare è la presenza del laboratorio. Molte gelaterie realmente artigianali producono direttamente sul posto, con il laboratorio annesso al punto vendita.
Fragola e cioccolato i gusti preferiti dai sardi
La fantasia resta uno degli ingredienti principali del settore. In Italia si stimano circa 600 gusti differenti, una lista in continua evoluzione che va dalle creme tradizionali alla frutta, fino alle proposte vegan e ai gusti gastronomici.
Tra le preferenze dei consumatori sardi resistono soprattutto fragola e cioccolato, seguiti da nocciola, limone, crema, pistacchio e stracciatella.
Ma la tradizione locale entra sempre più spesso nelle vetrine delle gelaterie. In Sardegna crescono infatti i gusti ispirati ai prodotti dell’Isola, come seadas, mirto e pardula, fino alle proposte a base di formaggio e alle reinterpretazioni di ricette della tradizione.
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