Regione Lingua blu, la preoccupazione di Confagricoltura: “Vaccini solo al 20%”

Lingua blu, la preoccupazione di Confagricoltura: “Vaccini solo al 20%”

Il presidente Stefano Taras chiede un tavolo urgente con gli assessori regionali alla Sanità e all'Agricoltura: "Serve accelerare la campagna vaccinale"

La campagna vaccinale contro la Blue tongue in Sardegna procede troppo lentamente e rischia di lasciare scoperto il patrimonio ovino proprio alla vigilia del periodo epidemiologicamente più delicato. A lanciare l’allarme è Confagricoltura Sardegna, che esprime forte preoccupazione per una copertura vaccinale che, secondo l’organizzazione agricola, si ferma attualmente ad appena il 20% dei capi ovini.

Allarme

A intervenire è il presidente di Confagricoltura Sardegna, Stefano Taras, che sottolinea come il mese di agosto avrebbe dovuto registrare percentuali ben più elevate. “Ad agosto, la percentuale di copertura vaccinale delle greggi avrebbe dovuto avere altri numeri visto che, appena la circolazione dell’insetto vettore sarà favorita dal calo delle temperature e dall’aumento dell’umidità, solitamente tra fine agosto e inizio settembre, si inizieranno ad affrontare le settimane epidemiologicamente più difficili fino all’autunno inoltrato”.

Per questo motivo l’associazione chiede la convocazione urgente di un tavolo di confronto con gli assessori regionali alla Sanità e all’Agricoltura, con l’obiettivo di fare il punto sull’andamento della campagna vaccinale e definire le strategie necessarie per limitare il rischio di nuovi focolai.

Il problema

Attualmente le vaccinazioni riguardano i sierotipi 3, 4 e 8 del virus della Lingua blu, tra le numerose varianti monitorate dai servizi veterinari internazionali. Confagricoltura evidenzia tuttavia come in alcune aree dell’Isola stia iniziando a circolare anche il sierotipo 5, per il quale al momento non è disponibile un vaccino.

Garantire un’ampia copertura contro i sierotipi già vaccinabili consentirebbe comunque, secondo gli esperti, di ridurre sensibilmente l’esposizione degli allevamenti e le conseguenze sanitarie ed economiche dei contagi.

Taras richiama inoltre l’esempio della campagna vaccinale contro la dermatite nodulare contagiosa dei bovini, che nel 2026 ha già raggiunto una copertura pari al 70% del patrimonio bovino regionale, dimostrando come, con un’organizzazione efficace, sia possibile ottenere risultati decisamente migliori.

“Abbiamo ancora qualche settimana per intervenire fattivamente nel far risalire la percentuale di vaccinazione del patrimonio ovino regionale, così da evitare di ritrovarci nei mesi più difficili a gestire emergenze più dannose e onerose per le aziende zootecniche e per le strutture sanitarie territoriali dedicate a governare le malattie animali” conclude.

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