Un importante immobile storico trasformato in un’area di abbandono, rifiuti e accessi abusivi nel cuore di Cagliari. Sotto i riflettori della politica cittadina finisce lo stato di degrado in cui versa il cantiere di Palazzo Pizzorno-Binaghi, situato tra via Sassari e piazza del Carmine. L’edificio, uno dei beni storici più rilevanti del patrimonio comunale e destinato a ospitare la futura “Casa delle Culture”, è al centro di una dura interrogazione consiliare presentata da Stefania Loi, consigliera comunale di Fratelli d’Italia e prima firmataria del documento.
Denuncia di bivacchi e accessi abusivi
“È paradossale che un palazzo storico su cui l’amministrazione comunale continua a convogliare investimenti milionari si trovi oggi in queste condizioni, circondato da sporcizia, bivacchi abusivi e continui ingressi non autorizzati”, attacca Loi. La consigliera segnala una situazione particolarmente critica sotto il profilo igienico-sanitario e della sicurezza pubblica: l’area del cantiere verrebbe sistematicamente utilizzata come bagno improvvisato, creando disagi intollerabili per l’intero quartiere.
Al centro della contestazione c’è anche la facilità con cui chiunque può introdursi nella zona dei lavori. Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, nella recinzione esterna del cantiere è presente una piccola porta che consente un accesso agevole all’interno dell’area. “Questo varco deve essere messo in sicurezza e sigillato immediatamente — incalza Loi — poiché un cantiere di proprietà pubblica non può rimanere privo di controllo ed essere abbandonato all’arbitrio di chi lo usa per scopi del tutto impropri”.
Il nodo dei servizi igienici carenti a Cagliari
La vicenda del Palazzo Pizzorno-Binaghi solleva, secondo Fratelli d’Italia, un problema più ampio che riguarda l’intera programmazione urbana del capoluogo sardo: la quasi totale assenza di bagni pubblici funzionanti nel centro cittadino. “Una città che punta forte sul turismo, sulla valorizzazione dei suoi quartieri storici e sulla qualità della vita dei residenti non può prescindere da un servizio di base essenziale come questo. Creare una rete di servizi igienici puliti ed efficienti è una forma di investimento sul decoro urbano”, spiega la consigliera.
Tuttavia, Loi tiene a precisare che la mancanza di servizi non può in alcun modo giustificare l’inciviltà dei singoli: “Chi scambia le piazze, le strade o i cantieri pubblici per una latrina arreca un danno all’intera comunità. Comportamenti del genere vanno prevenuti e repressi attraverso una vigilanza costante, maggiori controlli e l’applicazione rigida delle sanzioni”.
Le richieste alla Giunta comunale
Con l’interrogazione depositata in Comune, l’opposizione chiede chiarimenti urgenti al sindaco e alla giunta municipale su diversi punti critici:
Individuare i soggetti responsabili della custodia e della vigilanza del cantiere;
Chiarire le ragioni per cui non sono stati ancora bloccati gli ingressi abusivi nell’area;
Fornire spiegazioni dettagliate sui ritardi accumulati nei lavori di completamento della futura Casa delle Culture;
Illustrare i provvedimenti urgenti previsti per restituire decoro, igiene e sicurezza a questa porzione del centro storico.
“Le istituzioni devono combattere il degrado con la presenza sul territorio, la cura del patrimonio comune e l’erogazione di servizi efficienti. L’amministrazione non può limitarsi agli annunci mentre il centro storico scivola nell’abbandono. Tutelare il decoro significa rispettare la storia di Cagliari, i suoi abitanti e i commercianti che vi operano”, conclude Stefania Loi.
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