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Genko Bakuzu: “La mia arte per il Cagliari, il calcio è passione e vita”

Illustratore indonesiano, costruisce immagini che sembrano nascere dall'incontro tra cultura contemporanea, grafica, fumetto, design e suggestioni: ecco com'è nata la passione per il Cagliari calcio

Crediti illustrazione: Genko Bakuzu

In un panorama visivo sempre più affollato, ci sono artisti che riescono ancora a sorprendere senza alzare la voce. Genko Bakuzu è uno di loro. Illustratore indonesiano, costruisce immagini che sembrano nascere dall’incontro tra cultura contemporanea, grafica, fumetto, design e suggestioni che arrivano tanto dalla tradizione asiatica quanto dall’immaginario globale del calcio internazionale.

Le sue opere non chiedono soltanto di essere guardate: invitano a soffermarsi, a scoprire dettagli, simboli e rimandi che raccontano una sensibilità artistica in continua trasformazione.

In un momento in cui l’illustrazione è diventata uno dei linguaggi più vitali della cultura visiva, il lavoro di Bakuzu rappresenta un esempio di come sia possibile costruire un’identità forte senza rinunciare alla sperimentazione e a incrociare i gusti degli appassionati di calcio. A tal punto da attirare alcune società di Serie A, come il Cagliari, per una collaborazione.

Ne ho parlato con lui per capire come prende forma il suo universo creativo, quali sono le influenze che ne alimentano la ricerca e come si guarda oggi al mestiere dell’illustratore da una prospettiva che, pur partendo dall’Indonesia, dialoga con il resto del mondo.

Chi si cela dietro il progetto “Genko Bakuzu”?

Allora, il mio nome è Martinus. Genko Bakuzu è solo il mio alter ego lavorativo. Sono di Palembang, Indonesia. Sin da piccolo mi sono appassionato all’illustrazione e al disegno, non potevo stare lontano dalle matite e dai fogli. Il mio più grande sogno era quello di diventare un artista manga, per questo ho speso tantissimo tempo disegnando qualsiasi cosa catturasse la mia intenzione. Nel tempo, tra tutti gli interessi, ho iniziato ad avvicinarmi al calcio di Serie A. Sono cresciuto guardando le partite di calcio italiano, ammirando non solo i calciatori ma anche la storia, l’atmosfera, le maglie e l’identità unica di ciascun club. Crescendo ho deciso di combinare le due cose che mi piacevano di più: il calcio e il disegno. Se mi guardo indietro, mi ritengono molto fortunato a fare oggi un lavoro che un tempo era solo una passione.

Quando hai realizzato che disegnare poteva diventare qualcosa di più di una semplice passione?

Penso che tutto sia cambiato quando ho iniziato a condividere i miei lavori sui social media. Devo dire che all’inizio non mi aspettavo niente. Volevo solo condividere le mie illustrazioni e divertirmi. Solo che a poco a poco, persone da paesi differenti hanno iniziato a scoprirmi, lasciare bei commenti, condividere con altri i miei disegni e incoraggiarmi a proseguire. A quel punto qualcosa di incredibile è accaduto: i club di calcio e i calciatori hanno scoperto i miei lavori. Ciò che avevo realizzato stava oltrepassando oceani, connettendo persone di diversa cultura e aprendo porte che nemmeno immaginavo esistessero. Mi diede la spinta per credere che non potesse essere solo un hobby ma il mio futuro.

Quanto ami il calcio? Stai seguendo il Mondiale?

Il calcio è una parte significativa della mia vita. Sono cresciuto col calcio, lo guardo ogni volta che posso, colleziono le maglie e mi piace giocare a calcio ogni volta che mi prendo una pausa dal disegno. Ironicamente, ogni volta io ho un blocco artistico, andare a giocare a calcio è spesso il modo migliore per liberare la mente e trovare nuova ispirazione. Ovviamente sto guardando il mondiale, sono molto impegnato in alcuni progetti personali e dunque non ho ancora creato abbastanza illustrazioni come farei normalmente. Specifico una cosa: se c’è qualcosa che mi appassiona di più di tutte è il calcio italiano. Ha un posto speciale nel mio cuore.

Hai iniziato una collaborazione col Cagliari calcio. Come è avvenuto il contatto?

E’ avvenuto tutto spontaneamente. Non c’era alcun piano di marketing, né una volontà di essere notato per forza. Semplicemente ho creato alcune illustrazioni sul Cagliari, le ho condivise sui social e un giorno mi hanno contattato. Devo essere onesto: non potevo crederci. Credevo fosse una cosa surreale: uno dei club che seguivo a così tanti km di distanza, voleva collaborare con me. L’idea che abbiamo sviluppato è quella di prendere lo storytelling che il club opera e portarlo in una via differente. I contenuti che solitamente vengono proposti sul calcio sono foto o il racconto di una partita. Io volevo contribuire in maniera artistica: il mio ruolo è quello di catturare le emozioni, momenti iconici, l’identità del club. Tutte cose che una macchina fotografica non sempre ha l’occasione di esprimere. Quindi vogliamo creare contenuti che possano connettere il Cagliari ai tifosi in maniera più emozionale. Per vedere il Cagliari non solo come una società di calcio, ma anche attraverso i simboli della sua storia, della cultura e dell’identità artistica. In questo caso l’arte è in grado di raccontare una storia in maniera tanto potente quanto è importante una partita di calcio.

Quali sono i protagonisti dei tuoi ritratti?

Solitamente voglio che le persone possano ricordare match indimenticabili, i giocatori preferiti o il momento in cui si sono innamorati del club. Se riesco a trasmettere tutto questo alle persone, ecco ho raggiunto il mio obiettivo.

A proposito di calciatori: hai fatto un ritratto di tantissimi di coloro che giocano in Serie A. Qualcuno ti ha contatto e dato un proprio pensiero?

Posso dire di essere molto fortunato. Ho ricevuto in questi anni tantissimi pensieri positivi. Molti club hanno condiviso i miei lavori sui loro social media, i calciatori invece hanno messo like, commentato o ripostato le illustrazioni. Queste cose possono sembrare piccole, ma per me valgono molto. Mi ricordano che i miei lavori possono intanto ispirare qualcuno. Ogni messaggio, ogni repost e ogni interazione mi motiva a studiare, imparare, crescere e continuare a creare nuove illustrazioni che celebrino la bellezza del calcio.

Sei mai stato a Cagliari? Qual è il tuo rapporto coi sardi?

Sfortunatamente non ho ancora avuto l’occasione per visitare Cagliari, è uno dei miei più grandi sogni. Ma anche se non sono mai stato in Sardegna, sento una connessione molto speciale con la città. In questi anni ho avuto molti contatti coi tifosi del Cagliari, che mi hanno dato un grande incoraggiamento e mi hanno fatto sentire il privilegio di collaborare con il club che loro tifano. Quello che mi ha particolarmente impressionato è quanto i sardi siano orgogliosi della propria identità. Puoi sentire nel profondo quanto il Cagliari rappresenti l’isola e la sua gente. E’ bellissimo pensare che qualcuno che vive a svariate centinaia di km di distanza, in Indonesia, possa costruire una connessione così significativa con le persone attraverso l’arte e il calcio. Spero sinceramente di poter un giorno visitare Cagliari, le sue strade, l’atmosfera dell’Unipol Domus e incontrare di persone tutte le persone che ho conosciuto attraverso i social media. Sono sicuro sarà una esperienza indimenticabile.

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