Notizie Approfondimenti Il disastro della 195 non sono i lavori, ma vent’anni di nulla

Il disastro della 195 non sono i lavori, ma vent’anni di nulla

Il disastro della 195 è stato messo in evidenza dall'incidente di ieri sera, ma non è sugli attuali lavori di Anas che va puntato il dito: non si è fatto nulla per 20 anni

Ci mancava solo l’incidente. La Statale 195, nel tratto tra Capoterra e Cagliari, continua a rivelarsi una delle peggiori strade d’Italia per quanto riguarda il rapporto tra importanza e funzionalità. Tutto il traffico al di sotto di Cagliari passa per un collo di bottiglia che a causa dei lavori, obbligati dopo il disastro del ciclone Harry, è diventato una cannuccia.

Ieri sera, due auto sono entrate in collisione proprio nel tratto a una sola corsia verso Cagliari, dove sono in corso i lavori di Anas per sistemare una strada ormai letteralmente sull’acqua. Il risultato è stato un inferno per chi transitava da quelle parti: traffico paralizzato per circa due ore, auto che facevano inversione in quell’unica corsia e tornavano indietro contromano. Un delirio alla Grand Theft Auto insomma.

La colpa non è dei lavori oggi, è di cosa non si è fatto prima

Ovviamente il dito di molti è puntato sui lavori di Anas partiti in piena estate e giudicati non rimandabili dall’ente e dai sindaci. Vero, perché un intervento del genere non si poteva rimandare all’autunno, tra mareggiate e piogge che avrebbero reso il cantiere impossibile e senza attenuare i disagi. Bisognava agire ed era inevitabile agire adesso.

Non si può nemmeno criticare troppo la soluzione adottata, con una corsia aperta verso Cagliari e l’unica deviazione possibile per riallacciarsi a Capoterra da Macchiareddu. Anas l’ha studiata come meglio poteva e purtroppo ci si è dovuti affidare alla responsabilità degli automobilisti in transito nella corsia ristretta.

Il problema dunque non sono i lavori in corso adesso, il problema è cosa non si è fatto gli anni prima.

Problema sottovalutato

La 195 in quel tratto sta “affondando” da anni. Saranno 15-20 giri di calendario che presenta un netto peggioramento per quanto riguarda le mareggiate. Non è infrequente lavare l’acqua salata dal parabrezza a causa degli schizzi provocati dalle onde che si abbattono letteralmente a bordostrada. Non è infrequente vedere la carreggiata invasa da paglia marina e sabbia, che rendono l’asfalto scivoloso e pericolosissimo. Non è infrequente prendere in pieno buche causate dai cedimenti del manto stradale.

Questo è successo per 15-20 anni nell’unica strada che collega Cagliari alla costa Sud della Sardegna. Com’è possibile che per una strada così importante non si sia fatto nulla prima del ciclone Harry? Posto che sull’efficacia dei lavori aspetteremo le prime mareggiate per capire se saranno stati soldi buttati o meno. Cosa facevano per anni la Regione, i sindaci e la stessa Anas quando era palese che la bomba prima o poi sarebbe scoppiata?

Parliamo di un’inerzia che non ha un colore politico, perché di giunte ne sono passate di destra e di sinistra in una ventina d’anni. E pure le attuali non possono essere assolte, sia a Villa Devoto che nei vari municipi, perché si sono svegliate solo col ciclone Harry.

Quindi non si parli di “emergenza”: i danni causati dal ciclone non sono la causa del disastro, ma l’effetto di anni di incuria. E tutta la politica sarda ha grosse responsabilità.

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