In Evidenza Abbanoa, Truzzu attacca sulla gestione dei 243 milioni: “Ragionano alla rovescia”

Abbanoa, Truzzu attacca sulla gestione dei 243 milioni: “Ragionano alla rovescia”

Paolo Truzzu attacca Abbanoa sulla gestione dei 243 milioni affidati a Credem e contesta una relazione redatta mesi dopo l'operazione finanziaria

Crediti foto: Paolo Truzzu - Facebook

Prosegue il confronto politico sul caso dei 243 milioni di euro affidati da Abbanoa a Credem, una vicenda che negli ultimi mesi ha acceso il dibattito istituzionale e attirato l’attenzione anche della magistratura.

A intervenire è il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Paolo Truzzu, che, dopo aver ottenuto la documentazione richiesta con un accesso agli atti, contesta le modalità con cui sarebbe stato individuato l’istituto di credito incaricato della gestione delle risorse.

Le critiche sulla procedura

Secondo l’esponente dell’opposizione, per un’operazione di tale portata sarebbe stato necessario un confronto tra più offerte, mentre la scelta sarebbe ricaduta su un unico intermediario finanziario senza una procedura comparativa formalizzata.

“Se devo comprare una macchina o un appartamento, chiedo un po’ di preventivi e poi faccio una valutazione comparativa e scelgo quella che secondo me è l’offerta più conveniente. Tutti faremo così, tranne Abbanoa” incalza Truzzu.

Il tema è particolarmente delicato perché la somma affidata corrisponde, di fatto, all’importo che Abbanoa dovrà restituire alla Regione Sardegna, dopo che la Commissione europea ha qualificato quelle risorse come aiuti di Stato. Circa 227 milioni di euro. Fondi che la Regione dovrà successivamente riversare all’Unione Europea e che hanno alimentato le preoccupazioni di diversi Comuni sulle possibili ricadute economiche future.

La relazione finita nel mirino

Tra gli atti esaminati da Truzzu, particolare attenzione è rivolta a una relazione intitolata “Nota esplicativa circa la valutazione comparativa delle proposte pervenute“, documento che, secondo il consigliere regionale, presenterebbe un elemento temporale ritenuto significativo.

L’operazione finanziaria risale infatti all’estate del 2025, mentre la relazione porta la data del 30 giugno 2026, successiva alla richiesta di accesso agli atti avanzata dall’esponente di Fratelli d’Italia.

“Ho ricevuto un bel plico di documenti”, racconta Truzzu, spiegando che proprio quella relazione ha attirato la sua attenzione.

“C’è un documento che ha attirato la mia attenzione: nota esplicativa circa la valutazione comparativa delle proposte pervenute. Cioè Abbanoa cerca di spiegare come è arrivata a scegliere quella banca. C’è però un particolare: l’investimento è stato fatto nell’estate del 2025, ma al nota esplicativa è del 30 giugno 2026. Esattamente 3 giorni dopo che scadeva il termine della mia richiesta di accesso agli atti. Quindi ragionano alla rovescia o vogliono solo cercare di giustificare l’ingiustificabile? Questo è solo il primo documento che ho analizzato, ma ce ne sono tanti altri”.

Il caso resta aperto

Le dichiarazioni di Truzzu riaccendono così il dibattito sulla gestione dell’operazione finanziaria da parte di Abbanoa. La vicenda continua a essere oggetto di approfondimenti da parte degli organismi competenti e si inserisce in un contesto di particolare attenzione istituzionale, anche alla luce delle possibili conseguenze economiche per il sistema idrico regionale e per gli enti locali.

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