Province Oristano Oristano, Cimo-Fesmed: “Pronto soccorso al limite, serve un intervento urgente”

Oristano, Cimo-Fesmed: “Pronto soccorso al limite, serve un intervento urgente”

Il sindacato denuncia la carenza di medici al San Martino e chiede alla presidente Todde un piano immediato per affrontare l'emergenza

Crediti foto: Asl Oristano

La carenza di personale al Pronto soccorso dell’ospedale San Martino di Oristano torna al centro del dibattito sulla sanità sarda. A lanciare l’allarme è la federazione sindacale Cimo-Fesmed, che denuncia una situazione definita ormai insostenibile e chiede un intervento immediato alla presidente della Regione Alessandra Todde, assessora ad interim alla Sanità.

Secondo quanto riferiscono i rappresentanti sindacali Marco Obinu e Giampiero Sulis, rispettivamente segretario aziendale e regionale della federazione, il principale presidio di emergenza-urgenza della provincia opera attualmente con un organico fortemente ridotto.

“Rivolgiamo alla presidente Todde un appello che non ha alcun intento polemico, ma nasce dalla responsabilità di chi ogni giorno opera negli ospedali e conosce la realtà dell’emergenza-urgenza”, si legge nella nota.

Organico ridotto e turni sempre più difficili

Il sindacato evidenzia che nella maggior parte dei turni notturni è presente un solo medico, mentre durante il giorno prestano servizio due professionisti, numeri ritenuti insufficienti per garantire un’assistenza adeguata.

Secondo Cimo-Fesmed, fino a pochi giorni fa la copertura prevedeva due medici nelle ore notturne e tre nei turni diurni, una dotazione già considerata limitata ma che assicurava maggiori condizioni di sicurezza.

“È una scelta che mette in difficoltà chi lavora e che può incidere sulla qualità e sulla tempestività delle cure offerte ai cittadini”, sostengono Obinu e Sulis.

Il nodo dei medici a gettone

Tra le cause della situazione viene indicata anche la cessazione dei contratti dei cosiddetti medici a gettone, una circostanza che, secondo il sindacato, era nota da tempo e avrebbe richiesto una programmazione preventiva.

Pur ribadendo le critiche a questo modello organizzativo, definito costoso e temporaneo, Cimo-Fesmed sottolinea che negli ultimi anni ha rappresentato l’unica soluzione per mantenere operativi diversi pronto soccorso dell’Isola.

Per i sindacalisti, la mancanza di un piano di reclutamento e di riorganizzazione avrebbe aggravato una crisi già annunciata.

Preoccupazione per l’estate

Il sindacato richiama inoltre le difficoltà delle aziende sanitarie sarde in vista dell’incremento degli accessi legato alla stagione turistica, evidenziando come anche la Asl di Oristano debba fare ricorso a convenzioni con altri ospedali, tra cui quelli di Cagliari, per garantire alcuni servizi essenziali.

Secondo Cimo-Fesmed, la situazione riflette una criticità strutturale che riguarda l’intero sistema sanitario regionale, aggravata dalla carenza di specialisti e di medici di medicina generale.

“Alla presidente della Regione chiediamo di intervenire con urgenza, di affrontare una crisi che non può più essere nascosta dietro rassicurazioni o annunci”, concludono Obinu e Sulis, chiedendo una programmazione capace di garantire personale adeguato e sicurezza delle cure.

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