Nuovo affondo di Fratelli d’Italia contro la gestione della sanità regionale. I consiglieri regionali Franco Mula e Cristina Usai puntano il dito contro la presidente della Regione, Alessandra Todde, denunciando una situazione che definiscono sempre più critica negli ospedali dell’Isola, con particolare riferimento ai pronto soccorso e alla carenza di personale.
La situazione
Secondo Mula, la maggioranza avrebbe sottovalutato per mesi il problema della scadenza dei contratti dei cosiddetti “gettonisti”, rinviando decisioni che oggi starebbero producendo pesanti ripercussioni sull’assistenza sanitaria.
“La sanità allo sfacelo sembra non interessare alla presidente Todde che ignora clamorosamente le urla disperate di un territorio abbandonato a se stesso”, afferma il consigliere regionale.
Nel mirino finiscono diversi presidi ospedalieri della Sardegna. Mula cita, tra gli altri, gli ospedali di Isili, Olbia, Tempio Pausania e Sorgono, sostenendo che le misure adottate dalla Regione non sarebbero sufficienti a garantire servizi adeguati ai cittadini.
L’esponente di Fratelli d’Italia evidenzia inoltre il contributo di alcuni medici di medicina generale che, secondo quanto riferito, presterebbero servizio negli ospedali durante il tempo libero per sopperire alle carenze di organico.
“Non si può sperare nella benevolenza delle persone, non si può continuare a tamponare le ferite con i “cerotti” messi dai singoli medici. Ci vuole visione strategica, ci vuole programmazione, ci vuole buon senso che oggi manca”, sostiene Mula.
Il consigliere conclude: “La presidente lasci l’assessorato alla sanità e svolga “solo” il suo ruolo di Presidente di Regione, forse si eviterebbero ulteriori lacerazioni di un’isola già martoriata in svariati settori”.
Le criticità negli ospedali della Gallura
Sulla situazione della Gallura interviene anche la consigliera regionale Cristina Usai, che descrive un quadro di forte difficoltà nei principali presidi sanitari del territorio. “Se vi trovate in Gallura e avete bisogno del pronto soccorso, iniziate a sgranare il rosario, perché i tempi di attesa potrebbero superare le 24 ore”, dichiara Usai.
Secondo Usai, il pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia opererebbe con un numero di medici inferiore rispetto a quello previsto, circostanza che comporterebbe un allungamento dei tempi di attesa, soprattutto per i codici meno gravi e per i pazienti in osservazione.
Criticità vengono segnalate anche all’ospedale Paolo Dettori di Tempio Pausania: “Un solo medico in turno che lavora con grandi criticità e il sabato notte senza nessuna copertura del turno. Vietato anche per il medico avere bisogni fisiologici personali, si lascerebbe scoperto il presidio medico”.
E ancora: “Ma la presidente Todde ha pensato bene di stipulare un contratto con una ditta che fornisce apparecchiature e personale per avere tecnici radiologi di notte a Tempio, peccato però i radiologi non fanno turno notturno e non si può comunque fare la diagnostica di II livello per la mancanzadel rianimatore in sede. L’azienda Asl 2 ha trovato, tramite un’agenzia di headhuntig, dei rianimatori da destinare a Tempio, assunti come libero professionisti”.
Secondo quanto riporta l’esponente meloniana, all’ospedale Dettori “si hanno in media 5 accessi notturni che vengono giustamente centralizzati a Olbia se hanno qualsiasi cosa più grave dell’unghia incarnita. Se si trovano rianimatori disponibili, non sarebbe meglio tenerli a Olbia e incrementare l’attività di sala operatoria? la partoanalgesia?” chiede Usai.
Le dichiarazioni dei due consiglieri si inseriscono nel confronto politico sulla sanità sarda, tema che continua ad alimentare un dibattito caldissimo tra maggioranza e opposizione, ma anche all’interno dello stesso Campo largo.
Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it






