Saranno gli accertamenti medico-legali a chiarire le cause della morte del bambino norvegese di 9 anni, deceduto mentre si trovava in vacanza con la famiglia in un resort di Santa Teresa Gallura. La Procura di Tempio Pausania ha aperto un fascicolo, al momento a carico di ignoti, per fare piena luce sulla vicenda.
Gli ultimi momenti
La tragedia si è consumata nella tarda mattinata di ieri, intorno alle 11, all’interno della struttura ricettiva situata nei pressi della spiaggia della Licciola. Il piccolo si è improvvisamente aggravato fino ad andare in arresto cardiaco, nonostante i soccorsi siano stati immediati.
Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, un’ambulanza, l’elisoccorso e i Carabinieri della Stazione di Santa Teresa Gallura. Una dottoressa convenzionata con il resort avrebbe tentato a lungo di rianimare il bambino, senza però riuscire a salvargli la vita.
Le indiscrezioni
Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni anticipate da L’Unione Sarda, il bambino non sarebbe stato bene già da alcuni giorni, probabilmente fin dalla partenza dalla Norvegia, avvenuta il 2 luglio. Avrebbe accusato un malessere generale accompagnato da dolori addominali. La stessa dottoressa della struttura, informata delle sue condizioni, avrebbe effettuato una serie di controlli che non avrebbero evidenziato elementi tali da far presagire il tragico epilogo.
L’inchiesta
La Procura mantiene il massimo riserbo sull’inchiesta, affidata alla pubblico ministero Sara Martino, che ha disposto come primo atto investigativo l’autopsia. L’esame dovrà stabilire con precisione le cause del decesso e verificare se vi siano eventuali elementi di rilievo sotto il profilo sanitario o di altra natura.
Nel frattempo, il dolore della famiglia e lo sgomento dell’intera comunità che ha assistito alla tragedia accompagnano una vicenda sulla quale saranno gli esiti degli accertamenti a fornire le risposte definitive.
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