In Evidenza Omicidio Cinzia Pinna, la Procura chiede il processo per Ragnedda

Omicidio Cinzia Pinna, la Procura chiede il processo per Ragnedda

Conclusa l’inchiesta sulla morte della 33enne di Castelsardo: l’imprenditore del vino è accusato di omicidio volontario aggravato

La Procura di Tempio Pausania ha concluso la fase investigativa sull’omicidio di Cinzia Pinna, la 33enne originaria di Castelsardo uccisa nella notte tra l’11 e il 12 settembre 2025 nella tenuta di Concaentosa, tra Palau e Arzachena. Per Emanuele Ragnedda, imprenditore vitivinicolo di 42 anni reo confesso e attualmente detenuto nel carcere di Bancali, è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio.

Il procedimento è seguito dalla pubblico ministero Noemi Mancini e dal procuratore facente funzioni Alessandro Bosco, che contestano a Ragnedda il reato di omicidio volontario aggravato dai futili e abbietti motivi e dalla crudeltà.

La ricostruzione della Procura

Secondo l’impostazione accusatoria, quella notte all’interno dell’abitazione della tenuta gallurese l’imprenditore avrebbe agito con la volontà di uccidere Cinzia Pinna, che conosceva già e che, secondo gli inquirenti, si sarebbe trovata in una condizione tale da non poter rappresentare una minaccia.

La Procura ritiene quindi non sostenibile la versione fornita dalla difesa, secondo cui il 42enne avrebbe reagito a un’aggressione subita dalla donna con un coltello. Ragnedda, inizialmente, aveva escluso l’ipotesi della legittima difesa, salvo poi modificare parzialmente il proprio racconto sostenendo che Cinzia Pinna gli avrebbe causato alcune ferite ai lati della bocca, circostanza che avrebbe determinato la sua reazione.

Le perizie decisive per il processo

A incidere sul futuro dibattimento saranno anche gli accertamenti tecnici affidati al medico legale cagliaritano Ernesto D’Aloja e al criminalista Dario Radaelli, che nelle scorse settimane hanno effettuato un sopralluogo nel casolare della tenuta di Concaentosa.

Gli esperti dovranno contribuire a chiarire la dinamica dei fatti e verificare la compatibilità tra gli elementi raccolti e le diverse ricostruzioni prospettate dalle parti.

Tempi stretti per la fase preliminare

Il procedimento dovrà ora affrontare la fase preliminare con l’obiettivo di arrivare a una decisione entro la fine dell’estate, quando potrebbero maturare i termini relativi alla custodia cautelare in carcere.

In assenza di un provvedimento nei tempi previsti, infatti, Ragnedda potrebbe rischiare di lasciare il carcere di Bancali. La famiglia di Cinzia Pinna è assistita come parte civile dagli avvocati Antonella e Nino Cuccureddu, che seguono il percorso giudiziario per conto dei familiari della giovane donna.

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