Regione Saldi estivi in Sardegna, stime positive: “Le famiglie spenderanno di più”

Saldi estivi in Sardegna, stime positive: “Le famiglie spenderanno di più”

Secondo Confcommercio cresce leggermente la spesa delle famiglie rispetto al 2025, ma pesa l’incognita fiscale e il boom dell’online

Sono ufficialmente partiti da sabato 4 luglio i saldi estivi in Sardegna, una stagione di sconti che accompagnerà consumatori e commercianti per i prossimi 60 giorni.

Secondo le stime diffuse da Confcommercio Sud Sardegna, il comparto si prepara a generare un giro d’affari complessivo di circa 27,6 milioni di euro, in crescita rispetto ai 26,5 milioni registrati nel 2025. In aumento anche la spesa media delle famiglie, che si attesta su 161 euro per due persone, contro i 157 dell’anno precedente.

Nel Sud Sardegna saranno circa 171 mila le famiglie che approfitteranno degli sconti stagionali. La spesa pro capite stimata è di 78 euro, in lieve crescita rispetto ai 75 euro dell’estate scorsa.

Per quanto riguarda l’Oristanese, le previsioni elaborate dalla Confcommercio locale indicano una spesa media di 170 euro per famiglia, inferiore comunque alla media nazionale che si attesta a circa 201 euro (pari a 91 euro a persona).

Il direttore di Confcommercio Sud Sardegna, Giuseppe Scura, ha sottolineato come il quadro generale mostri una sostanziale stabilità. “I dati sono simili allo scorso anno, in leggera crescita anche se le transazioni online sfuggono alle stime” afferma.

Secondo l’analisi, il miglioramento del potere d’acquisto sarebbe in parte legato al rallentamento dell’inflazione, che si attesterebbe intorno al 3% su base annua. Tuttavia, restano elementi di incertezza legati all’aumento della pressione fiscale, che potrebbe incidere sulle abitudini di consumo.

Sul fronte delle aspettative, il presidente di Federmoda Oristano, Renzo Mereu, auspica che i saldi possano rappresentare un’occasione positiva per il commercio locale. “Confidiamo che i cittadini e i visitatori sappiano trasformare questo appuntamento in un momento dal valore aggiunto, puntando sulla qualità della consulenza che i professionisti del settore sanno dare privilegiando le attività di vicinato”.

Confcommercio e Federazione Moda Italia ricordano inoltre le principali regole a tutela dei consumatori: i cambi merce restano a discrezione del negoziante salvo difetti del prodotto, mentre la prova dei capi non è obbligatoria. Obbligatoria invece l’indicazione del prezzo iniziale, dello sconto applicato e del prezzo finale, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

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