Un lungo corteo colorato ha attraversato sabato le vie di Cagliari per il Sardegna Pride 2026, che secondo le stime degli organizzatori ha richiamato circa 40mila persone. Nonostante il caldo intenso, migliaia di partecipanti hanno riempito le strade del capoluogo sardo con bandiere arcobaleno, musica e slogan per chiedere il riconoscimento dei diritti e il contrasto a ogni forma di discriminazione.
La manifestazione è partita dal Parco della Musica e ha raggiunto Piazza Yenne, per poi fare ritorno al punto di partenza dopo un percorso di circa sei chilometri animato da carri, un trenino e migliaia di persone al seguito.

Prima dell’avvio del corteo, dal palco è stato letto il documento politico del Pride, elaborato dalle associazioni promotrici. Il testo ha affrontato temi legati ai diritti della comunità LGBTQIA+, alla salute, alla scuola, all’autodeterminazione, al contrasto delle discriminazioni, ai diritti delle famiglie, oltre a questioni di pace e giustizia sociale.
Tra gli striscioni esposti durante la manifestazione anche quelli dedicati a Mirko Moriconi e Kety Andreoni, le ultime vittime dell’omofobia in Italia che hanno scosso il Paese nell’ultimo periodo. In testa al corteo erano presenti il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, e il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini.

Dal palco, Comandini ha ribadito l’impegno del Consiglio regionale per arrivare all’approvazione della proposta di legge contro l’omolesbobitransfobia, sottolineando la necessità che anche la Sardegna “si doti di uno strumento normativo specifico contro ogni forma di discriminazione”.
A chiudere gli interventi istituzionali è stato il sindaco Zedda, che ha evidenziato il valore dell’inclusione, sostenendo che la diversità “porta ricchezza alle persone, aggiunge e non toglie nulla”.
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