Nuove tensioni attorno alla gestione della crisi del comparto ovicaprino in Sardegna. Il Centro Studi Agricoli torna all’attacco dopo il tavolo regionale sul settore lattiero-caseario, convocato dall’assessore all’Agricoltura Francesco Agus, giudicato dall’organizzazione incompleto e poco rappresentativo.
Secondo il Centro Studi Agricoli, l’incontro si sarebbe svolto senza la presenza di attori fondamentali della filiera, in particolare l’industria casearia e alcune associazioni di categoria, tra cui lo stesso Csa, che rappresenterebbero migliaia di allevatori e aziende agricole dell’Isola.
“Tavolo monco e tempo perso”
A intervenire è il presidente dell’associazione, Tore Piana, che rivendica le criticità già sollevate nei giorni precedenti alla riunione.
“Avevamo ragione”, afferma Piana, sottolineando come un confronto sul latte senza la partecipazione dell’intera filiera rischi di risultare inefficace. “Non serviva essere dei profeti per capire che un confronto sul latte senza l’industria e senza tutte le organizzazioni che rappresentano gli allevatori sarebbe stato un tavolo monco“.
Tra le principali criticità segnalate vi sono la sofferenza delle cooperative, il calo dei consumi e la lentezza nell’attuazione degli interventi economici annunciati dalla Regione.
Il Centro Studi Agricoli ribadisce la necessità di un tavolo realmente rappresentativo, che coinvolga tutti gli attori del settore: allevatori, cooperative, industria casearia, sistema bancario e organizzazioni agricole.
“Purtroppo abbiamo perso altro tempo prezioso mentre il comparto ovicaprino continua a vivere una fase estremamente difficile, con cooperative in sofferenza, consumi in calo e aiuti promessi dalla Regione che attendono ancora di essere concretizzati”.
Risorse ancora da definire
Un ulteriore punto di critica riguarda le indiscrezioni emerse dall’incontro, secondo cui eventuali risorse economiche per il comparto potrebbero essere reperite nella prossima variazione di bilancio regionale.
“La politica regionale deve smettere di rincorrere le emergenze e iniziare a programmare” tuona Piana. “Il comparto ovicaprino sardo non ha bisogno di tavoli monchi e di rinvii continui, ma di decisioni concrete e immediate. Ogni settimana persa rischia di aggravare ulteriormente la situazione di molte cooperative e di migliaia di allevatori sardi. Il tempo delle riunioni interlocutorie è finito: servono risposte e servono adesso”.
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