L’ex sindaco di Cagliari rompe il silenzio sulla città che ha amministrato e lo fa per replicare in maniera diretta e senza fronzoli all’attuale presidente del Consiglio comunale Marco Benucci. Così Paolo Truzzu torna sulle questioni di Palazzo Bacaredda, tirato in ballo dall’esponente del centrosinistra cagliaritano nella polemica sulle piste ciclabili in via Vesalio e via Pergolesi, argomento che ha infiammato il dibattito cittadino negli ultimi giorni.
Con un lungo messaggio pubblicato sui social, Truzzu rompe il silenzio mantenuto dopo la fine del suo mandato e chiarisce la propria posizione sulla vicenda che sta dividendo residenti, commercianti e forze politiche cittadine.
“È colpa di Truzzu” non può spiegare tutto
L’ex sindaco esordisce spiegando di aver scelto finora di non intervenire sulle questioni amministrative della città per rispetto istituzionale, ma ritiene necessario farlo di fronte alle recenti dichiarazioni.
“In questi anni mi sono dato la rigorosa consegna del silenzio sui temi legati a Cagliari, perché credo che chi ha avuto l’onore di governarla, abbia anche l’onere di evitare ogni polemica spicciola”.
Secondo Truzzu, il riferimento continuo alla sua amministrazione come responsabile delle scelte attuali sarebbe diventato una giustificazione utilizzata troppo spesso dall’attuale maggioranza.
“Allora per amor di verità, e non di polemica, dico che è vero che la mia giunta ha approvato, come tutte le città italiane, il Piano della mobilità sostenibile (PUMS). Un atto di pianificazione obbligatorio, che non era né una scelta ideologica né una cambiale in bianco verso qualsiasi intervento futuro. È vero che con la Città Metropolitana abbiamo promosso un progetto di “corridoi verdi” che collegasse il centro cittadino con l’asse Monserrato/Selargius. Ed è vero anche che abbiamo ricevuto dal Ministero dei fondi per la realizzazione delle ciclabili (senza averli mai richiesti). Così come è vero che a settembre 2023 abbiamo spiegato, sempre al Ministero, che, visti i tanti cantieri in corso in città, non avevamo intenzione di aprirne altri per le ciclabili e pertanto non eravamo in grado di portare avanti nei tempi la progettazione e la spendita delle risorse assegnate”.
I progetti di via Vesalio e via Pergolesi
Il passaggio più netto riguarda proprio le piste ciclabili finite al centro delle proteste degli ultimi giorni.
“È poi altrettanto vero che la mia giunta non solo non ha approvato alcun progetto definitivo di piste ciclabili e restringimento della carreggiata in Via Vesalio e in Via Pergolesi, ma non lo avrebbe nemmeno mai approvato, perché non l’abbiamo mai ritenuta una priorità dei cittadini e della città. Così come per noi non lo era nemmeno la ciclabile di via della Pineta, che abbiamo dovuto realizzare solo perché già appaltata dalla precedente amministrazione”.
Una dichiarazione che contraddice direttamente la ricostruzione politica avanzata dalla maggioranza di centrosinistra, secondo cui gli interventi deriverebbero da una programmazione avviata durante il precedente mandato.
Lo scontro politico resta aperto
Le parole di Truzzu si inseriscono in una controversia che negli ultimi giorni ha visto mobilitarsi residenti, commercianti e consiglieri del centrodestra contro i cantieri previsti nelle due arterie cittadine.
L’amministrazione guidata dal sindaco Massimo Zedda continua invece a difendere il progetto, ritenendolo strategico per la mobilità sostenibile e necessario anche per non perdere i finanziamenti legati al PNRR.
“Non significa essere contro le ciclabili – conclude Truzzu – Ma significa avere la capacità di comprendere dove e come vanno fatte”.
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