Nuova emergenza per il comparto zootecnico sardo. Dopo le pesanti conseguenze legate al blocco delle movimentazioni imposto nei mesi scorsi per la dermatite nodulare bovina, gli allevatori dell’Isola si trovano ora a fare i conti con un ulteriore ostacolo: il fermo dei trasporti marittimi verso la Penisola per centinaia di vitelli destinati ai centri di ingrasso del Nord Italia.
Una situazione denunciata da Coldiretti Sardegna e che rischia di provocare gravi ripercussioni economiche su numerose aziende, già messe a dura prova dalle recenti emergenze sanitarie e dall’aumento dei costi di produzione.
Aziende in difficoltà e consegne a rischio
Il blocco dei collegamenti sta impedendo agli allevatori di trasferire gli animali secondo i programmi stabiliti, con il rischio concreto di non rispettare contratti commerciali già sottoscritti. A questo si aggiungono i costi aggiuntivi per il mantenimento dei capi nelle aziende e l’incertezza sulle tempistiche di ripresa delle spedizioni.
Per questo motivo l’organizzazione agricola ha inviato una richiesta urgente alle istituzioni regionali e nazionali affinché vengano adottate misure immediate per garantire la continuità dei trasporti e scongiurare ulteriori danni al settore.
Coldiretti: “Ennesimo schiaffo agli allevatori”
Il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu, denuncia una situazione che definisce insostenibile: “Siamo di fronte all’ennesimo schiaffo agli allevatori sardi”. Secondo Cualbu, le imprese agricole stanno subendo una doppia penalizzazione: prima il blocco generalizzato delle movimentazioni legato ai casi di dermatite nodulare bovina e ora l’impossibilità di trasferire gli animali verso il continente.
“È inaccettabile che ogni anno, per una ragione o per l’altra, il problema della continuità territoriale delle merci si ripresenti senza che venga trovata una soluzione definitiva. Chiediamo lo sblocco immediato delle tratte dal Nord Sardegna verso il continente e interventi concreti per garantire un servizio stabile e adeguato alle esigenze del comparto”.
Il nodo dell’insularità
Per Coldiretti la vicenda riporta al centro il tema delle difficoltà logistiche che da anni penalizzano il sistema produttivo isolano. Un problema che colpisce in modo particolare il comparto bovino, fortemente dipendente dai collegamenti con il resto d’Italia per la commercializzazione degli animali.
Anche il direttore regionale Luca Saba richiama l’attenzione sulla necessità di garantire pari dignità alla continuità territoriale delle merci rispetto a quella delle persone. “La continuità territoriale delle merci deve avere la stessa dignità e la stessa importanza di quella delle persone”.
Saba evidenzia come le aziende agricole e zootecniche siano costrette a confrontarsi con disservizi che incidono direttamente sulla loro competitività e sulla sostenibilità economica delle attività produttive.
Richiesta di intervento immediato
L’organizzazione agricola sollecita quindi Regione e Governo a individuare rapidamente una soluzione che consenta la ripresa dei collegamenti marittimi per il trasporto degli animali vivi e che affronti in modo strutturale il problema della mobilità delle merci da e per la Sardegna.
Per Coldiretti, senza un intervento tempestivo, il rischio è che molte aziende già provate dalle recenti crisi si trovino ad affrontare ulteriori perdite economiche, compromettendo la tenuta di un settore strategico per l’economia rurale dell’Isola.
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