Non è bastato il regime di detenzione attenuata per interrompere una pesante catena di violenze domestiche. Gli agenti della Polizia di Stato di Oristano hanno dato esecuzione a un provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo che, nonostante si trovasse già ristretto agli arresti domiciliari per maltrattamenti in famiglia, ha continuato a tormentare la propria madre con vessazioni e gravi intimidazioni. La misura è stata disposta dal Tribunale locale su istanza della Procura della Repubblica, che ha recepito gli esiti degli accertamenti condotti sul campo dagli investigatori della Squadra Mobile.
Il soggetto, una figura già ben nota agli archivi delle forze dell’ordine, era stato originariamente confinato tra le mura di casa proprio a causa dei suoi pregressi comportamenti aggressivi verso la donna, condotte che in passato gli erano valse persino un formale ammonimento da parte del Questore.
L’attività d’indagine ha permesso di raccogliere prove schiaccianti su come l’indagato, mostrando un totale disprezzo per le restrizioni imposte dai magistrati, abbia perpetuato le sue azioni persecutorie. Per colpire la vittima, l’uomo utilizzava regolarmente i canali digitali, bersagliando la madre con messaggi e videochiamate dal contenuto altamente ingiurioso e minaccioso. Questa costante pressione psicologica ha sprofondato la donna in una condizione di forte e prolungata sofferenza emotiva, generando in lei un costante stato di ansia e paura per la propria incolumità.
Il dossier informativo strutturato dagli specialisti della seconda sezione della Squadra Mobile ha evidenziato in modo inequivocabile la totale assenza di autocontrollo dell’indagato e la sua assoluta refrattarietà alle prescrizioni legali, dimostrando l’inefficacia della detenzione domiciliare nel troncare il circuito della violenza. Di fronte a questo scenario di imminente pericolo, l’Autorità giudiziaria ha decretato l’immediato aggravamento della misura restrittiva, disponendo il prelievo dell’uomo e il suo contestuale trasferimento presso la casa di reclusione di Oristano-Massama.
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