Notizie Cagliari Coldiretti in piazza a Cagliari, agricoltori contro frodi e importazioni

Coldiretti in piazza a Cagliari, agricoltori contro frodi e importazioni

Manifestazione in Sardegna e in Italia davanti alle Prefetture: richieste di più controlli, trasparenza nella filiera e tutela del reddito agricolo

Migliaia di agricoltori sono scesi in piazza in Sardegna e in diverse città italiane con una mobilitazione promossa da Coldiretti, che ha coinvolto anche Cagliari con un presidio davanti alla Prefettura. Al centro della protesta, la denuncia di speculazioni e importazioni considerate “opache” che, secondo l’associazione, stanno penalizzando il reddito delle imprese agricole e incidendo sulla trasparenza della filiera alimentare.

La mobilitazione ha visto la partecipazione di produttori provenienti da più regioni, con manifestazioni parallele in tredici capoluoghi italiani. In Sardegna, una delegazione ha incontrato la prefetta Paola Dessì, alla quale sono state rappresentate le principali criticità del settore.

Le richieste del mondo agricolo

Coldiretti chiede un rafforzamento dei controlli e l’introduzione di strumenti tecnologici avanzati per garantire la tracciabilità dei prodotti, oltre a una maggiore trasparenza sull’origine delle materie prime. L’organizzazione denuncia il rischio di distorsioni di mercato legate alla concorrenza di prodotti esteri con standard produttivi differenti rispetto a quelli europei.

Tra le principali rivendicazioni figurano anche l’applicazione più rigorosa delle norme contro le pratiche sleali, il contrasto alle vendite sotto costo e una revisione dei meccanismi di importazione che, secondo l’associazione, favorirebbero fenomeni di concorrenza non equilibrata.

Particolare attenzione è stata rivolta ai settori dell’olio extravergine d’oliva e del grano, considerati strategici per l’agroalimentare italiano e per la Dieta Mediterranea. Coldiretti segnala un forte squilibrio tra produzione, importazioni e consumi interni, che contribuirebbe alla pressione al ribasso sui prezzi riconosciuti agli agricoltori. Durante la manifestazione, alcuni produttori hanno denunciato la difficoltà di sostenere i costi di produzione a fronte di quotazioni considerate insufficienti.

Le voci dalla Sardegna

Dal fronte isolano, i cerealicoltori e gli olivicoltori hanno ribadito la necessità di condizioni più eque lungo tutta la filiera. “Ci chiedono di produrre qualità, sostenibilità e sicurezza alimentare ma poi ci propongono prezzi che non consentono neppure di coprire le spese” racconta un gruppo di cerealicoltori sardi. “Chi affonda il prezzo del grano affonda l’Italia, perchè pane e pasta italiani prodotti con solo grano italiano vero difendono la salute dei cittadini”.

Preoccupazione anche per i produttori di olio, “uno degli alimenti simbolo della dieta mediterranea e della nostra identità agricola”. Per i coltivatori “chi trucca l’origine o inganna i consumatori danneggia le aziende oneste e mette a rischio la fiducia dei cittadini”.

Presenti alla mobilitazione i presidenti, i direttori e i dirigenti delle federazioni provinciali Coldiretti di tutta la Sardegna. “Dietro ogni azienda agricola c’è una famiglia, un territorio e una comunità che vuole continuare a produrre qualità. Oggi tutta la Sardegna è qui per chiedere rispetto, trasparenza e condizioni che consentano alle imprese di continuare a creare lavoro, tutela ambientale e sviluppo economico”.

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