Un presunto sistema illecito legato all’utilizzo fraudolento di carte carburante aziendali è stato smantellato dagli investigatori della Questura di Cagliari, al termine di un’articolata attività investigativa che ha consentito di interrompere una condotta che, secondo gli accertamenti, avrebbe causato un danno economico di circa 120 mila euro a una delle principali aziende operanti nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in Sardegna.
L’inchiesta, coordinata dalla IV Sezione della Squadra Mobile di Cagliari, è partita il 21 maggio scorso dopo la denuncia presentata dai vertici della società, che avevano rilevato anomalie nell’utilizzo di alcune carte carburante aziendali. Le prime verifiche interne avevano evidenziato movimenti sospetti per circa 75 mila euro. Gli approfondimenti hanno poi permesso di accertare che le carte risultavano collegate a 5 veicoli aziendali dismessi e rottamati da tempo, circostanza incompatibile con i numerosi rifornimenti registrati.
Dall’analisi della documentazione acquisita è emerso che gli utilizzi illeciti sarebbero iniziati già nel febbraio 2026 e sarebbero proseguiti fino al momento della denuncia. I rifornimenti venivano effettuati in diversi distributori della provincia di Cagliari, seguendo una modalità ripetuta e ben organizzata. Determinante per le indagini è stata l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nelle stazioni di servizio coinvolte. Il confronto dei filmati raccolti in differenti località e giornate ha consentito agli investigatori di identificare come presunto responsabile un ex dipendente dell’azienda, già allontanato in passato per motivi disciplinari.
Una volta individuato il sospettato, gli agenti hanno predisposto servizi di osservazione e pedinamento per monitorarne i movimenti. L’operazione si è conclusa nei giorni scorsi a Sestu. L’uomo è stato sorpreso in una stazione di servizio subito dopo aver effettuato un rifornimento di circa 700 euro utilizzando una delle carte carburante segnalate.
Il carburante veniva travasato in due grandi fusti metallici da 200 litri collocati nel vano di carico di un furgone. La successiva perquisizione nell’abitazione dell’indagato ha portato al sequestro di ulteriori 200 litri di carburante.
L’ex dipendente è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile e condotto davanti all’autorità giudiziaria per il rito direttissimo. Al termine dell’udienza il giudice ha convalidato l’arresto, disponendo la remissione in libertà dell’uomo, che resta comunque indagato nell’ambito del procedimento penale. Gli investigatori stanno ora approfondendo ulteriormente la vicenda per verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone e ricostruire la destinazione finale del carburante sottratto.
Le verifiche svolte finora hanno consentito di quantificare il danno economico complessivo subito dall’azienda in circa 120 mila euro, maturati nell’arco di appena tre mesi.
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