Le urne delle elezioni amministrative 2026 in Sardegna si chiudono nel segno della continuità. Lo spoglio delle schede nei 148 Comuni al voto delinea una mappa politica locale consolidata, dove i sindaci uscenti riescono a mantenere quasi ovunque le proprie posizioni, spegnendo sul nascere i tentativi di “spallata” delle coalizioni avversarie. Anche sul piano regionale, i leader dei vari schieramenti si affrettano a escludere che questa tornata possa rappresentare un test per la giunta guidata dalla governatrice Alessandra Todde.
Il dato più confortante arriva dalla partecipazione: l’affluenza definitiva si attesta al 61,6%, segnando un balzo in avanti di due punti percentuali rispetto al 59,6% delle precedenti omologhe consultazioni. Nei centri minori la partita è stata rapidissima: in ben 62 piccoli Comuni caratterizzati dalla presenza di una sola lista, è bastato il raggiungimento del quorum per blindare l’elezione del primo cittadino.
I verdetti nei tre grandi centri sopra i 15.000 abitanti
Nonostante uno scrutinio proceduto a rilento, i tre comuni più popolosi della tornata hanno già espresso verdetti chiari, o quasi:
Quartu Sant’Elena: Nella terza città della Sardegna per numero di abitanti è ormai schiacciante la vittoria di Graziano Milia. Il sindaco uscente mantiene la guida del Municipio con una percentuale che supera il 60% dei consensi, trainato da una coalizione del Campo Largo composta esclusivamente da liste civiche e senza simboli ufficiali di partito. Lo sfidante del centrodestra, l’ex assessore regionale Marco Porcu, si attesterebbe poco sopra il 30%.
Porto Torres: Conferma netta anche nell’hinterland turritano per il sindaco uscente del Campo Largo, Massimo Mulas, che incassa un robusto 63% di preferenze. Resta staccata la sfidante del Polo civico identitario, Sara Dettori, che si ferma a una percentuale superiore al 25%.
Sestu: Il centrodestra riesce a mantenere la guida del Comune industriale grazie a Michele Cossa. I Riformatori Sardi, pur avendo scelto di non ricandidare la sindaca uscente, passano il testimone al loro leader storico. L’ex consigliere regionale supera di poco il 50%, ma lo scarto ridotto mantiene ancora aperta, per una manciata di schede, l’ipotesi tecnica di un ballottaggio.
Capoluoghi e sfide in Gallura: crolla un big della Lega
Negli altri due centri sotto i 15mila abitanti ma considerati storicamente capoluoghi di provincia regionali (dunque con il sistema del doppio turno), i risultati offrono scenari contrapposti. A Sanluri non c’è stata storia: il consigliere regionale di centrodestra Alberto Urpi blinda la poltrona da sindaco e si conferma alla guida del paese.
Si profila invece il ballottaggio a Tempio Pausania. Il sindaco uscente di centrodestra, Gianni Addis, sostenuto da due liste civiche, si è fermato a poco più del 32% delle preferenze. Dovrà vedersela al secondo turno in un testa a testa serratissimo contro uno dei due sfidanti storici, Andrea Biancareddu o Gianna Masu.
La vera sorpresa della tornata gallurese arriva però da Santa Teresa Gallura: il deputato e coordinatore regionale della Lega, Dario Giagoni, non è riuscito a conquistare la fascia tricolore del comune costiero, fermandosi al secondo posto con il 29,52% dei voti totali.
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