Cercava di imbarcarsi con un “souvenir” decisamente illecito, ricavato depredando il patrimonio naturale dell’Isola. Un cittadino di nazionalità austriaca, pronto a decollare dall’aeroporto di Cagliari-Elmas con destinazione Vienna, è stato bloccato dagli addetti alla sicurezza durante le normali operazioni di filtraggio dei passeggeri e dei bagagli a mano.
All’interno del suo trolley, gli operatori hanno scoperto due frammenti di stalattiti e cinque pezzi di quarzite di varie pezzature. Di fronte al ritrovamento, il viaggiatore non è stato in grado di esibire alcuna autorizzazione né di fornire una giustificazione plausibile circa il possesso di quel materiale geologico.
I successivi accertamenti e le ammissioni dello stesso turista hanno permesso di ricostruire la provenienza dei reperti: i campioni di quarzite erano stati raccolti lungo un sentiero naturalistico nel territorio comunale di Samugheo, mentre le formazioni calcaree erano state divelte e asportate dall’interno della Grotta di Biddiriscottai, nel litorale di Cala Gonone. Quest’ultimo sito fa parte di un complesso carsico protetto e rigidamente tutelato dalla legge regionale sarda del 7 agosto 2007.
Per il passeggero straniero è scattata l’immediata denuncia all’autorità giudiziaria in base all’articolo 733-bis del Codice penale, che persegue la distruzione o il deterioramento di habitat all’interno di aree protette. Un reato severo, che prevede una condanna penale con l’arresto da tre mesi a due anni e una sanzione pecuniaria pesante, quantificata in un’ammenda non inferiore a 6.000 euro. Tutto il materiale naturale è stato posto sotto sequestro per essere successivamente restituito ai luoghi d’origine.
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