Una complessa attività investigativa a tutela dei minori si è conclusa con una misura restrittiva severa nel sud della Sardegna. Nell’ambito delle operazioni di contrasto ai reati telematici, il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica (C.O.S.C.) di Cagliari ha tratto in arresto un trentottenne residente nella provincia di Cagliari, accusato dei reati di violenza sessuale e produzione di materiale pedopornografico.
L’indagine della Polizia di Stato ha preso il via da una dettagliata segnalazione riguardante i sospetti rapporti tra l’uomo e una ragazzina. Ricevuti i primi riscontri, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari ha emesso un decreto di perquisizione domiciliare e informatica nei confronti dell’indagato. L’ispezione dei dispositivi tecnologici ha permesso agli agenti di recuperare le chat private scambiate con una tredicenne residente nella provincia di Latina, oltre a una serie di immagini e filmati dal contenuto sessualmente esplicito.
L’analisi tecnica eseguita dagli specialisti della Polizia Postale ha consentito di ricostruire la cronologia del rapporto tra il trentottenne e la minore. I primi contatti digitali erano iniziati online nel 2024 attraverso uno scambio continuo di messaggi e videochiamate, per poi evolvere in frequenti incontri di persona che si sono protratti fino allo scorso mese di maggio.
Grazie agli ulteriori accertamenti investigativi condotti sul territorio laziale dalla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Latina, che hanno confermato gli episodi di violenza subiti dalla vittima, il Pubblico Ministero ha richiesto e ottenuto dal G.I.P. del Tribunale di Cagliari un’ordinanza di custodia cautelare. Il trentottenne è stato rintracciato e trasferito in carcere.
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