Terremoto politico in Sardegna sulla presenza nell’Isola di gruppi collegati a riservisti dell’esercito israeliano. Al centro della polemica adesso ci sono le richieste di chiarimento avanzate dalla presidente della Regione, Alessandra Todde, e la dura replica del coordinatore regionale di Forza Italia, Pietro Pittalis.
La vicenda nasce dalle notizie relative all’arrivo di voli provenienti da Tel Aviv e alla presenza di gruppi riconducibili a famiglie di riservisti delle forze armate israeliane ospitati in strutture turistiche del Sud Sardegna.
La richiesta della Regione
La presidente Todde ha dichiarato di aver appreso la notizia attraverso la stampa, sottolineando come la Regione non abbia ricevuto alcuna comunicazione preventiva dalle autorità competenti. “Si tratta di una vicenda che richiede immediati chiarimenti da parte del Governo” ha tuonato Todde.
Secondo la governatrice, sarebbe necessario fare chiarezza su diversi aspetti dell’organizzazione di questi soggiorni, compresi eventuali interlocutori istituzionali coinvolti, le modalità operative e le responsabilità amministrative legate all’accoglienza dei gruppi.
“Ancora una volta, come già accaduto la scorsa estate, la Regione Sardegna non ha ricevuto alcuna comunicazione preventiva. Nessuno ha informato le istituzioni regionali e nessuno ha fornito elementi utili a comprendere chi organizzi questi soggiorni, con quali finalità, attraverso quali interlocuzioni e sotto quale responsabilità politica”.
La replica di Pittalis
Le dichiarazioni della presidente hanno provocato la reazione immediata di Pittalis, che ha criticato duramente la posizione della governatrice. “La presidente Todde, in un impeto di coraggio, indossa la kefiah e va alla guerra contro i turisti ebrei” scrive Pittalis in una nota. “Incapace di dare una sola risposta alle emergenze della Sardegna, collezionista di bocciature delle sue leggi strampalate, allarga i suoi orizzonti provando a cimentarsi in politica internazionale, unendosi alla caccia all’ebreo con le più tristi frange estremiste”.
L’esponente di Forza Italia ha sostenuto che non sia necessaria alcuna autorizzazione regionale per trascorrere una vacanza in Sardegna, “salvo che Todde, per trovare una occupazione alla pletora di consulenti da lei assunti con il modico esborso di 23 milioni di euro, non intenda istituire una forza di polizia speciale per il controllo razziale alle frontiere sarde“.
La controreplica del Movimento 5 Stelle
Le parole del deputato azzurro hanno suscitato la reazione furibonda del coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Sardegna, Alessandro Solinas.
Solinas ha definito gravi le accuse rivolte alla presidente Todde, sostenendo che la richiesta avanzata dalla Regione riguardasse esclusivamente aspetti istituzionali e amministrativi e non contenesse alcun riferimento discriminatorio nei confronti di cittadini israeliani o della comunità ebraica.
“Pietro Pittalis ha toccato uno dei punti più bassi della sua carriera politica. Accusare la presidente della Regione di una fantomatica caccia all’ebreo per una richiesta di chiarimenti istituzionali è un atto grave e indegno”. E ancora: “Todde non ha attaccato cittadini israeliani né tantomeno il popolo ebraico. Ha chiesto al Governo informazioni e trasparenza su una vicenda che coinvolge il territorio sardo. Pittalis ha scelto invece di evocare antisemitismo e discriminazioni che non esistono, utilizzando argomenti gravissimi per alimentare una polemica artificiale. Si tratta dell’ennesimo tentativo di ottenere visibilità attraverso la provocazione”.
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