I costi dei servizi balneari registrano una forte spinta verso l’alto con l’avvio della nuova stagione turistica. In Sardegna, la Riviera del Corallo si attesta come uno dei territori in cui si concentrano i maggiori incrementi tariffari a livello nazionale. Secondo l’ultimo monitoraggio condotto da Altroconsumo in occasione dell’inizio della stagione, la città di Alghero conquista il terzo posto nella classifica delle mete italiane contrassegnate dal fenomeno del caro-spiaggia.
La ricerca ha analizzato i listini di 222 stabilimenti balneari lungo la penisola attraverso chiamate anonime, prendendo come riferimento la settimana di alta stagione che va dal 2 all’8 agosto. L’indagine si è focalizzata sul costo per un kit composto da un ombrellone e due lettini posizionati nelle prime quattro file. Nella cittadina catalana, dove il campione ha riguardato dieci strutture, si è registrato un incremento medio del 14 per cento nel confronto con l’anno precedente. Questo dato rappresenta il secondo rialzo più marcato tra le dieci mete monitorate dall’associazione, superato solamente dai territori siciliani di Taormina e Giardini Naxos, dove la crescita ha toccato il 16 per cento.
L’esborso economico varia sensibilmente in base alla vicinanza alla linea del bagnasciuga. Nel dettaglio, la tariffa media per una settimana ad Alghero è pari a 288 euro in prima fila, per poi scendere leggermente a 282 euro in seconda fila, a 270 euro in terza fila e attestarsi a 248 euro a partire dalla quarta fila indietro. Calcolando il valore complessivo delle prime quattro file, la spesa media raggiunge i 274 euro. Questa cifra posiziona la località sarda sul podio del caro-estate, preceduta soltanto dalle tariffe registrate ad Alassio, in cima alla graduatoria con 340 euro, e a Gallipoli, seconda con 324 euro.
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