Il caso della sicurezza all’interno degli edifici scolastici di Cagliari approda in Aula dopo le proteste per un guasto all’impianto idraulico. La consigliera comunale Stefania Loi ha depositato un’interrogazione urgente per fare luce sulla consistente fuoriuscita d’acqua che sta interessando i locali della scuola De Amicis.
La situazione è supportata da una serie di testimonianze visive e fotografiche che evidenziano come il problema persista da almeno settantadue ore. Il flusso idrico sta colpendo diversi ambienti interni dell’istituto didattico, costringendo alunni e docenti a fare i conti con pozze e pavimenti scivolosi in zone di transito nevralgiche, comprese le aree situate a ridosso delle rampe di scale.
L’esponente dell’opposizione ha espresso parole di forte condanna per i tempi di reazione degli uffici tecnici. “È una situazione che non può essere minimizzata – dichiara Stefania Loi – perché all’interno di una scuola la sicurezza deve essere assoluta e immediata. Non è accettabile che per giorni bambini e personale scolastico siano costretti a convivere con pavimenti bagnati, ristagni e rischio concreto di cadute”.
Il documento ispettivo impegna la Giunta comunale a chiarire se i servizi tecnologici fossero già al corrente del guasto e quali siano le motivazioni che hanno frenato il ripristino immediato delle tubature. La consigliera ha sollecitato l’amministrazione a disporre la chiusura provvisoria delle condotte nei settori danneggiati, così da bloccare l’allagamento in attesa dei muratori e degli idraulici.
L’esponente politico ritiene infatti insufficiente il posizionamento di cartelli di pericolo temporanei quando si tratta della tutela dei più piccoli. L’atto punta il dito anche sul pesante spreco di risorse idriche pubbliche derivante dalla mancata riparazione e invita a fare un censimento dei possibili danni strutturali subiti dall’edificio scolastico.
Loi ha concluso stigmatizzando il comportamento delle istituzioni, rilevando la contraddizione tra i richiami al risparmio idrico rivolti alla cittadinanza e l’inerzia dimostrata davanti alla dispersione prolungata di bene pubblico all’interno di una struttura comunale.
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