Una legge nazionale per applicare concretamente il principio costituzionale di insularità e impedire che le imprese sarde continuino a sostenere costi aggiuntivi legati alla decarbonizzazione dei trasporti senza adeguate compensazioni. È questo l’obiettivo della proposta di legge presentata in Consiglio regionale dai consiglieri dei Riformatori Sardi.
Aldo Salaris, Umberto Ticca e Giuseppe Fasolino hanno spiegato questa mattina in conferenza stampa il provvedimento che punta a destinare il 100% dei proventi della Carbon Tax marittima legata al sistema europeo ETS a un nuovo fondo dedicato alla continuità territoriale delle merci e alla transizione ecologica delle isole.
“Abbiamo presentato una proposta di legge necessaria, vista l’inapplicazione del principio costituzionale di insularità”, ha detto il coordinatore regionale dei Riformatori, Aldo Salaris, nelle parole riportate dall’Ansa.
Secondo Salaris, da anni la Sardegna subirebbe una disparità strutturale nei trasporti: “Il governo centrale deve spiegare perché le quote delle aste ETS che i sardi pagano non possono tornare nell’Isola per essere reinvestite qui, come accade nel resto d’Italia”.
La proposta nasce dalla denuncia di quello che i proponenti definiscono un “paradosso fiscale”: le imprese sarde, già penalizzate da costi logistici superiori del 34% rispetto alla media nazionale, contribuirebbero indirettamente a finanziare incentivi continentali come il Ferrobonus, misura che non può essere applicata in Sardegna per l’assenza di collegamenti ferroviari merci analoghi a quelli della penisola.
Per il 2025 i Riformatori stimano proventi ETS generati dalle rotte sarde per circa 150 milioni di euro. Una quota pari a circa il 38-39% potrebbe essere recuperata e destinata al nuovo “Fondo per la continuità delle merci insulari e per la decarbonizzazione”.
La proposta prevede inoltre il superamento dell’attuale sistema Sea Modal Shift, basato sui chilometri stradali evitati, sostituendolo con un criterio legato alla tratta marittima effettivamente percorsa. Previsti anche incentivi modulati in base alla classe ambientale dei mezzi e all’utilizzo di biocarburanti certificati, con una quota riservata alle micro e piccole imprese delle isole.
L’affondo
Nel corso della conferenza stampa, Salaris ha attaccato direttamente il ministro dei Trasporti Matteo Salvini sul principio di insularità, la cui applicazione pratica ancora latita. “Salvini dimentica i sardi. Abbiamo un ministro che dimentica di applicare una norma costituzionale, di rifarsi alla Carta costituzionale nell’esercizio delle sue funzioni” tuona Salaris.
Il consigliere regionale ha quindi chiesto un confronto diretto con il ministro: “È vergognoso che un’isola italiana oggi non abbia gli strumenti per potersi sviluppare come centro intermodale al centro del Mediterraneo. Questo non lo possiamo accettare”. E ancora: “Lo invitiamo qua il ministro, per fargli capire la situazione in cui versano i nostri trasportatori. Noi oltre ai porti non abbiamo strumenti per garantire la transizione energetica e le politiche ambientali per essere competitivi”.
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