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Dolore al petto per 12 anni, ma era una rarissima patologia: al Brotzu la cura

Intervento innovativo mini-invasivo su una donna di 67 anni: utilizzate per la prima volta micro-spirali a rilascio elettrolitico

Crediti foto: Arnas G. Brotzu

Per oltre 12 anni aveva convissuto con dolori toracici sotto sforzo attribuiti ad ansia e reflusso gastrico. Dietro quei sintomi si nascondeva invece una rara e complessa patologia cardiaca congenita, diagnosticata e trattata con successo all’Arnas G. Brotzu di Cagliari.

La paziente, una donna di 67 anni, era arrivata alcune settimane fa al pronto soccorso dell’Ospedale Sirai di Carbonia con una sindrome coronarica acuta: forte dolore al petto e alterazioni dell’elettrocardiogramma facevano temere un infarto.

Gli accertamenti specialistici hanno però portato alla scoperta di una fistola coronarica gigante, una rara anomalia congenita che crea una comunicazione anomala tra le arterie coronarie e l’arteria polmonare, compromettendo il corretto afflusso di sangue al cuore e causando ischemia miocardica.

La donna è stata quindi trasferita al Brotzu. Qui l’équipe di Cardiologia Pediatrica e delle Cardiopatie Congenite diretta da Angelica Rossi ha completato il percorso diagnostico escludendo ulteriori malformazioni cardiache.

”Il caso rappresenta non solo un importante risultato clinico, ma anche la dimostrazione concreta del valore della multidisciplinarietà all’interno dell’Arnas Brotzu” commenta la dottoressa Rossi. ”La possibilità di unire competenze altamente specialistiche consente di affrontare procedure complesse senza costringere i pazienti a lasciare la Sardegna per cercare cure fuori regione”.

Il 7 maggio la paziente è stata sottoposta a un delicato intervento mini-invasivo ad alta complessità, effettuato senza apertura del torace e senza anestesia generale. L’operazione è stata eseguita dalla stessa Rossi insieme a Federico Fusaro, direttore della Neuroradiologia Interventistica e Vascolare, e Alberto Boi della Cardiologia Interventistica ed Emodinamica.

Per chiudere la fistola è stata utilizzata una tecnica innovativa mai impiegata prima in questo tipo di intervento cardiaco. Si tratta di 12 micro-spirali a rilascio elettrolitico inserite nella sacca aneurismatica e rilasciate progressivamente tramite corrente a bassa tensione.

Le spirali hanno consentito di interrompere il flusso sanguigno anomalo, provocando la trombosi della fistola e permettendo al sangue di tornare correttamente al cuore. La paziente è stata dimessa dopo appena due giorni, in buone condizioni generali e senza complicanze.

”È questa una delle grandi forze dell’Azienda” dichiara il direttore generale dell’Arnas Maurizio Marcias. “La capacità di creare reti professionali integrate, in cui cardiologi interventisti, neuroradiologi, anestesisti, infermieri, tecnici e operatori sanitari lavorano fianco a fianco condividendo esperienza, competenze e responsabilità”.

Al successo dell’intervento hanno contribuito anche la dottoressa Anna Campagnolo, il dottor Andrea Roggio, gli infermieri Massimiliano Ibba, Francesco Zucca e Pietro Cogoni, i tecnici di radiologia Roberto Piludu, Giovanna Mura e Michela Leo, gli Oss Gabriele Sedda, Vincenza Meloni e Franco Ginesu, e la psicologa Sabrina Montis.

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