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Residenti contro Ateneika: “Viviamo un inferno, si cerchi un luogo idoneo per l’evento”

"La musica fa tremare i muri e i vetri delle finestre, costringendoci a passare dieci giorni senza chiudere occhio", dichiarano i residenti del quartiere

Crediti foto: Ateneika - Instagram

Non si placano le polemiche attorno alla prossima edizione di Ateneika, il festival sportivo e musicale universitario in programma negli impianti del CUS Cagliari a Sa Duchessa. Dopo le tensioni dei giorni scorsi, i rappresentanti del comitato spontaneo “Rumore no grazie CUS” hanno voluto replicare con decisione alle critiche, chiarendo i motivi della loro dura opposizione e avanzando la richiesta formale di spostare l’evento in un sito più idoneo.

Il comitato ha innanzitutto respinto lo stereotipo di un gruppo composto unicamente da “anziani polemici e lamentosi”. La sigla sottolinea come la protesta riunisca in realtà lavoratori, padri e madri di famiglia di ogni fascia d’età, oltre a ricevere il supporto di numerosi studenti universitari fuori sede che risiedono nel quartiere e che lamentano l’impossibilità di riposare e studiare.

Al centro della contestazione c’è l’impatto di una manifestazione di questa portata in una zona densamente popolata. I residenti descrivono un disagio reale: “La musica fa tremare i muri e i vetri delle finestre, costringendoci a passare dieci giorni senza chiudere occhio”. Una situazione che, a detta del comitato, diventa insostenibile per le fasce più fragili della popolazione del quartiere, come anziani cardiopatici o ragazzi autistici che soffrono particolarmente i forti stimoli sonori.

A supporto di queste tesi, il comitato cita i dati ufficiali delle misurazioni effettuate in passato dai tecnici dell’ARPAS (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna), che avrebbero certificato il superamento dei limiti di decibel previsti dalla legge.

La critica si sposta poi sulla gestione del post-concerto. Secondo l’esposto dei residenti, l’area sportiva di Sa Duchessa si trasformerebbe ogni notte in un “enorme pub a cielo aperto”, caratterizzato da schiamazzi e un elevato consumo di alcolici che si protrae fino all’alba, ben oltre l’orario dei concerti. Viene contestata anche la sicurezza stradale, a causa delle migliaia di giovani che si riversano lungo la salita di via Is Mirrionis ostruendo la carreggiata insieme alle auto in sosta selvaggia.

Il comitato lamenta una totale assenza di risposte da parte delle istituzioni coinvolte, chiamando in causa direttamente il presidente del CUS Stefano Meloni, il rettore dell’Università di Cagliari Francesco Mola e il sindaco Massimo Zedda. Quest’ultimo viene criticato per aver concesso deroghe agli orari acustici superando i limiti del Piano di regolamentazione comunale. Per queste ragioni, i cittadini hanno annunciato di aver già formalizzato la propria protesta attraverso un dettagliato esposto depositato in Magistratura.

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