Notizie Lavoro Sulcis, la crisi avanza | Sinistra Futura: “Comportamento inaccettabile delle aziende”

Sulcis, la crisi avanza | Sinistra Futura: “Comportamento inaccettabile delle aziende”

Sinistra Futura denuncia l'aggravarsi della crisi industriale nel Sulcis: stipendi rinviati, rischio occupazionale e richiesta di un piano straordinario per il rilancio del polo di Portovesme

La crisi industriale del Sulcis prosegue. Sinistra Futura esprime solidarietà ai lavoratori metalmeccanici del territorio e lancia un duro attacco contro aziende e istituzioni per la gestione delle vertenze aperte nel polo industriale di Portovesme.

Al centro delle preoccupazioni ci sono le difficoltà economiche che coinvolgono diverse realtà produttive dell’area. Da un lato la società Reno ha comunicato lo stato di crisi con pesanti ripercussioni occupazionali per oltre 150 dipendenti, mentre dall’altro Sideralloys e Gms ha rinviato il pagamento degli stipendi ai lavoratori.

Secondo il presidente di Sinistra Futura e consigliere regionale Luca Pizzuto, la situazione rappresenta il risultato di una lunga assenza di programmazione industriale e di risposte concrete. “È inaccettabile che, nonostante gli incontri istituzionali con il Ministero del Lavoro e la Regione, le aziende abbiano taciuto fino all’ultimo sulle difficoltà nel pagamento delle retribuzioni. Un comportamento irresponsabile e irrispettoso nei confronti di chi ogni giorno garantisce con il proprio lavoro la sopravvivenza del comparto industriale del territorio”, dichiara Pizzuto.

L’esponente politico richiama anche il tema energetico e il futuro produttivo dell’area industriale, facendo riferimento alla centrale Enel di Portovesme e alle prospettive occupazionali legate al comparto. “La situazione della Reno conferma inoltre tutte le contraddizioni di una gestione industriale ed energetica priva di prospettiva. Se il futuro della centrale Enel di Portovesme dovrebbe estendersi fino al 2038, è necessario capire quale modello produttivo e occupazionale si intenda garantire”, aggiunge.

“Non è accettabile che la riduzione delle attività e delle produzioni energetiche continui a scaricarsi esclusivamente sui lavoratori, tra cassa integrazione, mancati versamenti e rischio concreto di licenziamenti”, prosegue Pizzuto.

Il movimento chiede ora un intervento diretto del Governo e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per affrontare in maniera strutturale le vertenze industriali del Sulcis e dell’ex Alcoa. Tra le richieste avanzate figurano un piano straordinario per il rilancio produttivo del territorio, la tutela salariale e la garanzia della continuità occupazionale.

Sinistra Futura annuncia inoltre il sostegno alle iniziative promosse dalle organizzazioni sindacali e alle mobilitazioni previste nelle prossime settimane. “Il Sulcis non può continuare a pagare il prezzo dell’assenza di politiche industriali e della mancanza di responsabilità delle grandi committenti e delle istituzioni. Difendere il lavoro significa difendere il futuro di un intero territorio”, conclude Pizzuto.

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