La tragedia che ha colpito Bosa ha lasciato un segno profondo nella comunità. Giuseppe Pinna, 78 anni, ucciso dal figlio Paolo a colpi di cacciavite, era una figura molto conosciuta e stimata in paese.
Per anni aveva lavorato come imbianchino, costruendosi una reputazione di serietà e dedizione. Successivamente aveva avviato un’attività commerciale, aprendo un negozio di vernici nei locali sotto la propria abitazione.
Accanto a lui, la moglie Maddalena, infermiera presso l’ospedale Mastino di Bosa e gli altri tre figli della coppia: una figlia di professione medico, un figlio farmacista e un altro insegnante, tutti apprezzati per il loro impegno professionale. Il quarto figlio, Paolo, fermato per l’omicidio, da tempo era mentalmente fragile. Pinna era anche un appassionato agricoltore, coltivando un terreno non lontano da casa.
La notizia della sua morte ha scosso profondamente la comunità, che si stringe attorno alla famiglia in un momento di grande dolore. Un dramma che ha colpito non solo i familiari, ma un intero paese che conosceva e stimava la vittima.
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