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Regione Sardegna, approvata la legge sul salario minimo: ecco di cosa si tratta

Approvata dal Consiglio regionale della Sardegna la legge sul salario minimo regionale. Ecco di cosa si tratta e cosa prevede

Il Consiglio regionale della Sardegna ha segnato un punto di svolta nelle politiche del lavoro approvando la legge istitutiva del cosiddetto salario minimo regionale. Il testo, che ha ricevuto 27 voti favorevoli a fronte dell’astensione di 17 consiglieri di minoranza, fissa una soglia retributiva inderogabile di 9 euro l’ora per tutte le prestazioni d’opera legate a contratti di appalto o concessione promossi dall’amministrazione regionale e dagli enti collegati.

La norma, composta da otto articoli e presentata con la prima firma di Alessandro Solinas (coordinatore del Movimento 5 Stelle), si applica in modo trasversale a tutto il comparto pubblico isolano: dalla Regione stessa agli enti locali, dalle aziende sanitarie alle società controllate. La Sardegna si posiziona così sulla scia di altre realtà regionali come la Puglia e la Toscana, intervenendo in una materia che tocca direttamente le condizioni di vita di migliaia di lavoratori sardi impiegati nei servizi in esternalizzazione.

L’obiettivo dichiarato del provvedimento è quello di garantire trattamenti economici dignitosi, contrastando il fenomeno dei contratti “pirata” e le retribuzioni troppo basse che spesso caratterizzano le gare d’appalto al massimo ribasso. Nonostante il via libera dell’Aula, l’opposizione ha scelto la via dell’astensione, manifestando dubbi non tanto sulla finalità sociale della norma, quanto sulla sua effettiva tenuta costituzionale e sull’opportunità di fissare tetti retributivi a livello regionale anziché nazionale.

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